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Tristan da Cunha: l'isola abitata piu remota del pianeta, 245 persone a 2.400 km dal continente piu vicino

Sette cognomi, una sola strada, un vulcano. Nel 1961 l'eruzione costrinse tutti i 264 abitanti a evacuare verso l'Inghilterra: due anni dopo decisero di tornare.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Panorama del villaggio di Edinburgh of the Seven Seas sull'isola di Tristan da Cunha
Panorama del villaggio di Edinburgh of the Seven Seas sull'isola di Tristan da Cunha

Per arrivare a Tristan da Cunha bisogna prendere una nave a Cape Town e navigare sei giorni in mare aperto verso ovest. Non ci sono voli, non c'è una pista di atterraggio. Il porto di Calshot Harbour è agibile solo poche settimane l'anno, perché il fondale è ripido e l'oceano del sud non concede tregua. L'isola misura 96 chilometri quadrati, ha la forma quasi perfetta di un cono vulcanico che si alza per 2.062 metri direttamente dall'acqua, e ospita un solo villaggio: Edinburgh of the Seven Seas. Vi vivono — al censimento del marzo 2024 — 245 persone. È l'insediamento umano permanente più isolato del pianeta: il continente africano è a 2.400 km, il Sud America a 3.500. È un record Guinness mondiale.

Vista panoramica del villaggio di Edinburgh of the Seven Seas a Tristan da Cunha
Edinburgh of the Seven Seas, l'unico centro abitato di Tristan da Cunha, ai piedi del vulcano. Credit: Brian Gratwicke / Wikimedia Commons / CC BY 2.0.

Un ammiraglio portoghese, un esploratore scozzese

L'isola fu avvistata nel maggio 1506 dall'ammiraglio portoghese Tristão da Cunha, in rotta verso le Indie sul vascello São Felipe. Il mare grosso gli impedì di sbarcare ma da quel momento il punto sulla carta nautica portò il suo nome. Per tre secoli rimase disabitata, a metà strada tra niente: troppo lontana per essere conquistata, troppo piccola per essere coltivata. Nel 1810 un piccolo gruppo di balenieri americani guidati da Jonathan Lambert tentò un insediamento temporaneo che fallì entro tre anni. La vera colonizzazione cominciò il 14 agosto 1816, quando la Royal Navy occupò ufficialmente Tristan per impedire che diventasse base francese e tentasse di liberare Napoleone Bonaparte, prigioniero della vicina Sant'Elena (a 2.400 km a nord). L'anno seguente il governo britannico ritirò la guarnigione, ma il caporale scozzese William Glass chiese di restare con la moglie sudafricana e due figli. Da quel nucleo nascono tutti gli abitanti odierni. La cronologia ufficiale del governo di Tristan e i registri parrocchiali mostrano che il pool genetico moderno deriva da solo sette cognomi fondatori: Glass, Green, Swain, Rogers, Lavarello, Repetto e Hagan. Gli italiani arrivarono nel 1892, naufraghi della nave Italia.

10 ottobre 1961: l'eruzione e l'evacuazione di tutti

Per oltre un secolo i tristaniani vissero di pastorizia, piccola pesca e baratto con le rare navi di passaggio. Il loro accento — un inglese ottocentesco che i linguisti dell'Università di Lund classificano come Tristan English, conserva tratti del Kent e dello Scots di Glass — rimase congelato. Il 10 ottobre 1961 una serie di scosse e fessure aprì un cono eruttivo a 400 metri dal villaggio. Per la prima volta nella storia documentata di Tristan il vulcano si svegliò. I due pescherecci Tristania e Frances Repetto portarono i 264 abitanti e 31 funzionari britannici a Nightingale Island; il giorno dopo la nave olandese Tjisadane li imbarcò per Cape Town, da dove la RMS Stirling Castle li trasferì il 3 novembre a Southampton, in Inghilterra. Per due anni i tristaniani vissero in un ex campo della RAF a Calshot, nel Surrey: alcuni si sposarono con inglesi, altri lavorarono in fabbrica, ma la stampa britannica raccontò una storia di malattie sconosciute (morbillo, varicella, infezioni che il pool genetico ristretto non aveva mai incontrato) e di nostalgia. In un documento del Royal Geographical Society di Londra i 264 tristaniani votarono nel 1963 a stragrande maggioranza per tornare. Lo fecero nel novembre dello stesso anno. Da allora il vulcano non ha più eruttato.

Vista dell'isola di Tristan da Cunha dalla Stazione Spaziale Internazionale
Tristan da Cunha fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale: un cono vulcanico solitario nell'Atlantico meridionale. Credit: NASA / Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Salute, genetica e l'asma di Tristan

L'isolamento genetico ha trasformato Tristan in un laboratorio naturale per la genetica delle popolazioni. Negli anni '90 il professor Noé Zamel dell'Università di Toronto guidò una campagna di mappatura sui 282 abitanti dell'epoca per identificare il gene dell'asma, condizione che colpiva quasi il 50% degli isolani contro il 5-10% delle popolazioni occidentali. Il gene venne ricondotto a uno dei coloni del 1816: si scoprì che il fenomeno era una conseguenza diretta del founder effect, l'effetto fondatore. La ricerca portò all'identificazione di marcatori che hanno spinto avanti la genetica respiratoria in tutto il mondo, e Tristan da Cunha è oggi citata in centinaia di studi medici sulle malattie ereditarie.

Vivere oggi a Edinburgh of the Seven Seas

L'isola è ufficialmente un territorio britannico d'oltremare governato da un amministratore inviato da Londra e un consiglio dell'isola eletto ogni tre anni. Il governo turkmeno consente Internet via satellite a una velocità limitata, e dal 2024 una connessione Starlink ha permesso ai pochi giovani di accedere a Netflix e ai social. La principale fonte di reddito resta la pesca: l'aragosta Jasus tristani, endemica delle acque di Tristan, viene esportata in Giappone e negli Stati Uniti. Il villaggio ha una scuola, un'infermeria, una chiesa luterana, un piccolo museo, un pub (Albatross Bar) e nessun bancomat. La criminalità non esiste: l'ultimo arresto risale al 1989 ed è stato per disturbo della quiete. Quando un turista chiede di visitare, deve scrivere mesi prima al consiglio: il numero di visitatori annuali viene contingentato per non sbilanciare l'equilibrio sociale dell'isola.

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