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Bernardo Bertolucci. Il Novecento: la mostra a Parma
A cinquant'anni dal kolossal 'Novecento', Parma dedica al suo regista più celebre una grande mostra a Palazzo del Governatore, tra fotografie di scena, documenti e memorie del cinema italiano.

Mezzo secolo fa usciva nelle sale Novecento, il monumentale affresco con cui Bernardo Bertolucci raccontò la storia d'Italia dal 1900 alla Liberazione attraverso le vite di due uomini nati lo stesso giorno, il padrone e il contadino. A cinquant'anni da quel film e nella città che lo vide nascere, Parma celebra il suo regista più illustre con una grande mostra: «Bernardo Bertolucci. Il Novecento», allestita a Palazzo del Governatore.
Un omaggio nella città natale
Bertolucci, premio Oscar nel 1988 per L'ultimo imperatore (nove statuette in totale per quel film), era nato a Parma nel 1941, figlio del poeta Attilio Bertolucci. Proprio le campagne dell'Emilia, i suoi casolari e i suoi argini sono il cuore visivo di Novecento, girato in larga parte tra Parma e la Bassa. La mostra riannoda così un legame profondo tra l'autore e il territorio, restituendo il paesaggio padano come autentico protagonista della sua poetica.
Promossa dal Comune di Parma insieme alla Fondazione intitolata al regista e con la cura affidata a Gabriele Pedullà, l'esposizione ripercorre la genesi, la lavorazione e l'eredità del film attraverso fotografie di scena, documenti, materiali d'archivio e testimonianze, inserendolo nel più ampio percorso creativo di un autore che ha segnato il cinema mondiale.
Un film-mondo che divise e affascinò
Con i suoi oltre cinque ore di durata nella versione integrale, un cast internazionale che riuniva Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland e Stefania Sandrelli, e la musica di Ennio Morricone, Novecento fu un'impresa produttiva colossale e un'opera politicamente incandescente, capace di dividere pubblico e critica. La mostra invita a riscoprirlo oggi, lontano dalle polemiche dell'epoca, come grande romanzo per immagini sul secolo che ha cambiato l'Italia.
Il percorso si rivolge tanto ai cinefili quanto a chi voglia avvicinarsi per la prima volta all'opera del regista, con un linguaggio espositivo accessibile e ricco di apparati visivi. È anche l'occasione per leggere il film alla luce dell'intera carriera di Bertolucci, da Prima della rivoluzione a Ultimo tango a Parigi, fino a L'ultimo imperatore.
La mostra restituisce inoltre il contesto storico e culturale in cui Novecento nacque: gli anni Settanta italiani, le tensioni politiche, il rapporto del regista con la sua terra e con la grande tradizione del cinema d'autore. Documenti, sceneggiature annotate, bozzetti e immagini di backstage permettono di entrare nella "fabbrica" di un film che impegnò Bertolucci per anni e che mobilitò una troupe imponente. L'allestimento alterna materiali d'archivio e suggestioni visive, in modo da parlare anche a un pubblico giovane, magari avvicinatosi al cinema di Bertolucci solo attraverso i titoli premiati con l'Oscar.
Informazioni pratiche
- Titolo: «Bernardo Bertolucci. Il Novecento»
- Sede: Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi, Parma
- Periodo: dal 27 marzo al 26 luglio 2026
- Orari: da mercoledì a domenica, dalle 10:00 alle 19:00 (chiuso lunedì e martedì; ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)
- Curatore: Gabriele Pedullà, con il coordinamento del Comune di Parma e della Fondazione Bernardo Bertolucci
- Informazioni e biglietti: sito ufficiale del Comune di Parma
Si consiglia di verificare orari aggiornati ed eventuali aperture straordinarie sul portale del Comune prima della visita, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Una visita alla mostra si abbina naturalmente alla scoperta del centro storico di Parma, città creativa UNESCO della gastronomia, e dei luoghi reali che fecero da set al kolossal nelle campagne circostanti.
Parma, capitale di un cinema della terra
La scelta di Palazzo del Governatore, affacciato su Piazza Garibaldi nel cuore della città, non è casuale: è uno degli spazi espositivi più prestigiosi di Parma, già sede di grandi mostre. Collocare qui l'omaggio a Novecento significa riportare il film "a casa", nel luogo da cui guarda alle campagne che ne sono il vero fondale. Bertolucci amava ripetere che il paesaggio padano, con la sua luce e le sue nebbie, fosse parte integrante del suo modo di raccontare: un cinema fatto di terra, di stagioni e di memoria contadina.
Per il visitatore, la mostra è anche un invito a un piccolo itinerario nel territorio. Le golene del Po, i casolari e i filari che compaiono nelle sequenze più celebri del film esistono ancora, e molti possono essere visitati. È un modo per trasformare la visita espositiva in un'esperienza più ampia, che lega l'opera al suo luogo d'origine e fa di Parma e della sua provincia un set diffuso a cielo aperto, da esplorare prima o dopo essere passati tra le sale del palazzo.
Perché vederla
In un'epoca in cui il cinema italiano riflette spesso sulla propria storia, questa mostra offre un punto di vista privilegiato: quello di un autore che ha saputo coniugare ambizione internazionale e radici locali. Approfondire Novecento significa attraversare mezzo secolo di storia italiana e, insieme, riscoprire la potenza di un linguaggio visivo che ha influenzato generazioni di registi in tutto il mondo. Un appuntamento da non perdere prima della chiusura di fine luglio.
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