Psicologia
Effetto framing: il problema della malattia asiatica con cui Tversky e Kahneman dimostrarono che 'salvare 200' non vale 'lasciare morire 400'
Nel 1981, su Science, due psicologi mostrarono come la stessa scelta cambia radicalmente se descritta in termini di guadagni o di perdite.

Il 30 gennaio 1981, sul numero 211 di Science, comparve un articolo di sette pagine destinato a riscrivere la teoria delle decisioni economiche. Si intitolava 'The Framing of Decisions and the Psychology of Choice' e portava le firme di due ricercatori dell'Università di Stanford e dell'Università di British Columbia: Amos Tversky e Daniel Kahneman. Tra i tanti esperimenti illustrati, ce n'era uno che sarebbe diventato celebre: il problema della malattia asiatica.

Il problema, parola per parola
Ai partecipanti, studenti di Stanford e dell'Università del British Columbia, veniva data questa premessa: 'Immaginate che gli Stati Uniti si stiano preparando a un'epidemia di una rara malattia asiatica, che si prevede ucciderà 600 persone. Sono stati proposti due programmi alternativi per combatterla. Le stime scientifiche delle conseguenze dei programmi sono le seguenti'.
Un primo gruppo (152 partecipanti) riceveva queste opzioni, formulate in termini di vite salvate:
- Programma A: saranno salvate 200 persone.
- Programma B: c'è 1/3 di probabilità che siano salvate 600 persone e 2/3 di probabilità che non sia salvato nessuno.
Risultato: il 72% scelse A (il guadagno certo).
Un secondo gruppo (155 partecipanti) riceveva la stessa identica situazione, ma con le opzioni formulate in termini di morti evitate:
- Programma C: 400 persone moriranno.
- Programma D: c'è 1/3 di probabilità che non muoia nessuno e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone.
Risultato: il 78% scelse D (la scommessa rischiosa).
Ma A è matematicamente identico a C (200 salvati su 600 = 400 morti su 600), e B è matematicamente identico a D (la lotteria descritta è la stessa). Eppure le persone passano dalla 'sicurezza' al 'rischio' solo per come è scritta la frase. Era la dimostrazione sperimentale di un effetto che Tversky e Kahneman chiamarono framing effect.
Da dove veniva l'idea
Il framing era una conseguenza diretta della Prospect Theory, che gli stessi autori avevano formulato nel 1979 in un articolo su Econometrica. La Prospect Theory aveva introdotto due principi chiave: (1) le persone non massimizzano l'utilità attesa secondo i postulati di von Neumann e Morgenstern; (2) valutano in termini di guadagni e perdite rispetto a un punto di riferimento. La funzione del valore è concava per i guadagni (avversità al rischio) e convessa per le perdite (propensione al rischio per evitare la perdita).
Il problema della malattia asiatica fa proprio questo: nel framing 'positivo' (vite salvate), il punto di riferimento implicito è '0 vite salvate' e i numeri sono percepiti come guadagni; nel framing 'negativo' (morti), il punto di riferimento è '600 sani' e i numeri sono perdite. Lo stesso esito oggettivo cambia di segno emotivo.

L'esperimento con i medici
Uno degli esperimenti più disturbanti dell'articolo originale fu condotto su 167 medici. Erano professionisti, addestrati a prendere decisioni di vita e morte. Tversky e Kahneman li sottoposero a un dilemma simile sul trattamento del cancro al polmone: chirurgia (con un certo rischio di morte operatoria) versus radioterapia (più sicura nel breve, peggiore nel lungo). I medici, nel framing 'survival rate', preferivano la chirurgia nel 84% dei casi. Nello stesso identico dilemma ma riformulato in 'mortality rate', solo nel 50% dei casi. Il replicato in NEJM nel 1982 da McNeil, Pauker e Tversky confermò che neanche l'esperienza clinica protegge dal framing.
Dove lo trovi tutti i giorni
L'effetto framing è uno strumento quotidiano dell'industria della comunicazione. Macelleria: la stessa carne può essere etichettata '75% magra' o '25% grassa' — entrambe sono vere, ma la prima vende più della seconda. Politica: 'tassazione degli ultra-ricchi' o 'tassazione del successo' generano consensi opposti. Medicina: un farmaco che 'salva 95 persone su 100' è scelto più volentieri di uno che 'uccide 5 persone su 100', anche se sono lo stesso farmaco. Finanza: il rendimento di un fondo viene quasi sempre presentato in termini di 'guadagno percentuale annuo' e mai di 'capitale residuo dopo le commissioni'.
Si può resistere?
La risposta è: pochissimo. Una serie di studi degli anni 2000-2010 ha mostrato che nemmeno gli statistici professionisti sono immuni al framing in dilemmi che riguardano vite o salute (in dilemmi di pura matematica monetaria sono meno suscettibili, ma non zero). L'effetto è più piccolo (ma presente) quando si dà più tempo per riflettere, quando si formula la scelta per iscritto e quando si conosce il pattern. In termini di Kahneman (Thinking, Fast and Slow, 2011), il Sistema 1 cattura immediatamente la cornice; il Sistema 2 può 'imporsi' per riconsiderare, ma è pigro.
Il Nobel del 2002 (senza Tversky)
Amos Tversky morì di melanoma a 59 anni il 2 giugno 1996. Kahneman, sopravvissuto al collega, ricevette il Premio Nobel per l'Economia nel 2002 'per aver integrato gli insiemi della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente riguardo al giudizio umano e alla decisione in condizioni di incertezza'. Il Nobel non si dà alla memoria: nel suo discorso di accettazione, Kahneman dedicò un terzo del tempo a parlare di Tversky e disse esplicitamente che 'il premio è per noi due'. Daniel Kahneman si è spento il 27 marzo 2024 a 90 anni. L'effetto framing è oggi voce stabile dei manuali di neuroeconomia, di policy-making (il governo britannico ha un Behavioural Insights Team dal 2010), e di tutte le scuole di management del mondo.
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