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Psicologia

Effetto Pratfall: perché un piccolo errore può renderti più simpatico

Nel 1966 Elliot Aronson dimostrò che chi appare competente diventa più piacevole se commette un piccolo inciampo. La regola e le sue eccezioni.

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Tazzina di caffè versato su una superficie di marmo, immagine evocativa dell'effetto Pratfall
Tazzina di caffè versato su una superficie di marmo, immagine evocativa dell'effetto Pratfall

Vi siete mai chiesti perché spesso i grandi oratori, gli artisti famosi e perfino i politici esperti scelgono di iniziare un discorso con un piccolo, innocente inciampo? Una battuta sull'aver dimenticato gli occhiali, un appunto fatto cadere, una pronuncia approssimativa di una parola straniera. Sembrano dettagli casuali. In realtà, molti li usano consapevolmente perché conoscono uno dei principi più curiosi e contro-intuitivi della psicologia sociale: l'effetto Pratfall.

Il principio si riassume in una frase: chi è già percepito come molto competente diventa più simpatico se commette un piccolo errore. La fragilità umanizza chi è eccezionale e accorcia la distanza fra la persona ammirata e chi la guarda. Ma attenzione: per le persone medie, l'effetto funziona al contrario.

Lo studio del 1966

L'effetto è stato descritto per la prima volta nel 1966 dal grande psicologo sociale Elliot Aronson, all'epoca docente alla University of Minnesota, in un articolo intitolato The effect of a pratfall on increasing interpersonal attractiveness, pubblicato sul Psychonomic Science. "Pratfall" in inglese significa cadere goffamente, fare un capitombolo: un termine quasi comico per indicare uno scivolone leggero.

L'esperimento si svolse così. Aronson fece ascoltare a un gruppo di studenti maschi della University of Minnesota una registrazione audio di un giovane candidato che si presentava per un quiz televisivo. Esistevano quattro versioni della registrazione, combinando due variabili.

  1. Competenza del candidato: in due versioni il candidato rispondeva correttamente alla quasi totalità delle domande ("competente"); nelle altre due rispondeva a meno della metà ("medio").
  2. Presenza dello scivolone: in due versioni, alla fine dell'intervista, il candidato versava il caffè su di sé e si scusava ridendo ("pratfall"); nelle altre due, no.

Gli studenti venivano poi invitati a valutare la simpatia del candidato.

Il risultato che sorprese gli sperimentatori

I dati furono inequivocabili. Il candidato competente che versava il caffè risultava significativamente più simpatico della versione competente che non lo versava (con un incremento medio di circa +9,4 punti sulla scala di simpatia). Al contrario, il candidato medio che versava il caffè appariva ancora meno simpatico della versione media che non commetteva l'errore (con un calo medio di circa 20,3 punti).

La regola, in altre parole, non è universale: lo scivolone aiuta solo chi è già percepito come competente e svantaggia chi non lo è.

Perché funziona così

Le spiegazioni convergono su tre principi della cognizione sociale.

1. La fragilità umanizza l'eccellenza

Le persone molto competenti vengono spesso percepite come distanti, quasi sovrumane. Un piccolo errore le riporta nella categoria dei normali esseri umani. È un effetto di identificazione: ci sentiamo più simili a loro e quindi le apprezziamo di più.

2. L'errore conferma indirettamente la competenza

Se una persona competente sbaglia raramente, anche un piccolo errore è notevole. Ma proprio perché è eccezionale, conferma per contrasto le sue qualità abituali. Per chi è già percepito come mediocre, l'errore è solo l'ennesima conferma di un'aspettativa negativa.

3. Riduzione della minaccia da confronto sociale

Le persone troppo perfette possono indurre nei loro interlocutori un senso di inadeguatezza. Quando il "perfetto" inciampa, la minaccia si riduce, e questo libera l'attenzione per apprezzare i suoi tratti positivi.

Dove vediamo l'effetto Pratfall oggi

Personaggi pubblici

Molti leader politici e comunicatori carismatici scelgono deliberatamente piccoli errori "controllati" nei discorsi: incespicare su una parola, scherzare su una dimenticanza. È una tecnica retorica antica, già descritta da Quintiliano nella retorica classica con il nome di captatio benevolentiae. Steve Jobs era famoso per inscenare "finti" inciampi tecnici durante le presentazioni Apple per stemperare la solennità.

Marketing e branding

Alcune aziende usano l'effetto Pratfall per umanizzare il proprio marchio. La celebre campagna pubblicitaria "Avis: we try harder" degli anni Sessanta partiva dall'ammissione di essere la seconda compagnia di noleggio auto negli USA, dietro Hertz. L'imperfezione dichiarata produsse una crescita di mercato del 28% in un anno.

Recensioni online

Studi di marketing digitale hanno mostrato che i prodotti con poche recensioni negative miste a molte recensioni positive vendono meglio di quelli con solo recensioni positive. Una piccola critica rende l'insieme più credibile e attiva l'effetto Pratfall sul prodotto.

Quando l'effetto si ritorce contro

Se la competenza non è chiara

Esibire un errore senza aver prima dimostrato competenza è controproducente. Se chi vi ascolta non vi ritiene già esperto, lo scivolone non vi rende simpatici: vi rende solo poco affidabili.

Se l'errore è troppo grande

L'effetto Pratfall si attiva solo per errori piccoli e innocui. Un errore grave, etico, o uno scivolone in un contesto delicato (per esempio in una operazione chirurgica o in un'arringa giudiziaria) genera l'effetto opposto: caduta totale della credibilità.

Se l'errore è simulato in modo evidente

Le persone non amano sentirsi manipolate. Un errore palesemente "finto" o teatrale, percepito come tecnica retorica, può produrre disgusto e rifiuto.

Domande frequenti

L'effetto Pratfall vale anche per le donne?

I dati storici dello studio originale del 1966 erano limitati a candidati maschi giudicati da soggetti maschi. Repliche più recenti hanno mostrato che l'effetto vale in modo simile per entrambi i generi, anche se per le donne in alcuni contesti professionali l'errore può essere giudicato più severamente, fenomeno legato ai bias di genere.

Posso usarlo nei colloqui di lavoro?

Con cautela. L'effetto Pratfall richiede che il selezionatore vi percepisca già come molto competenti. Mostrare auto-ironia su una piccola debolezza non centrale (un errore di pronuncia, un caffè versato) può funzionare. Confessare lacune tecniche significative, invece, è autolesionismo.

L'effetto vale anche fra amici?

Sì. Studi sui rapporti interpersonali mostrano che ammettere piccoli errori con persone che già ci stimano rinforza il legame. Al contrario, nascondere ogni difetto crea una distanza percepita.

Esiste un opposto dell'effetto Pratfall?

Sì, è il cosiddetto halo effect negativo: un piccolo errore commesso da chi viene percepito come mediocre o antipatico viene amplificato e usato come conferma di un giudizio negativo già formato.

L'imperfezione che vince

L'effetto Pratfall ci ricorda che la perfezione non è la strategia comunicativa vincente che spesso immaginiamo. Le persone più capaci, quando sanno mostrarsi anche fallibili, diventano figure più desiderabili e influenti. L'errore non è un nemico universale: è uno strumento contestuale, che funziona quando arriva da chi ha già la credibilità per permetterselo. Nella prossima riunione di lavoro o nella prossima cena fra amici, una piccola autoironia ben dosata potrebbe rivelarsi molto più utile di un'esibizione impeccabile. A condizione, naturalmente, che il caffè non finisca davvero sulla camicia di qualcun altro.

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