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Ann Hodges: l'unica persona al mondo colpita da un meteorite

Il 30 novembre 1954, in Alabama, una roccia caduta dallo spazio sfondò un tetto e colpì una donna che riposava sul divano.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Il meteorite di Sylacauga (meteorite Hodges) esposto in un museo
Il meteorite di Sylacauga (meteorite Hodges) esposto in un museo

Le probabilità di essere colpiti da un meteorite sono talmente basse da sfiorare l'impossibile: in tutta la storia documentata è successo, con certezza, a una sola persona. Si chiamava Ann Elizabeth Hodges e viveva a Sylacauga, in Alabama. Il 30 novembre 1954, una roccia precipitata dallo spazio le cambiò la vita nel modo più imprevedibile.

Un pomeriggio qualunque

Quel pomeriggio Ann, 34 anni, dormiva sul divano del soggiorno avvolta in una coperta, indisposta. Senza alcun preavviso, un frammento di meteorite di quasi quattro chilogrammi sfondò il tetto della casa, rimbalzò su una radio a mobile e la colpì all'anca e alla coscia. Il boato e la nube di polvere fecero pensare a un'esplosione o a un aereo precipitato. Ann si ritrovò con un enorme livido a forma di ananas sul fianco, ma incredibilmente nessuna frattura: la radio e la coperta avevano attutito l'impatto, salvandola da conseguenze ben peggiori.

Cielo stellato attraversato dalle scie luminose di meteore
Ogni giorno frammenti di roccia spaziale entrano nell'atmosfera: pochissimi raggiungono il suolo, rarissimi colpiscono qualcosa. Foto: Furkan Güneş / Pexels.

Una palla di fuoco nel cielo dell'Alabama

Quel giorno molte persone in tre stati avevano avvistato una grande palla di fuoco solcare il cielo, accompagnata da boati. Si trattava del meteorite di Sylacauga, oggi noto anche come meteorite Hodges: un corpo roccioso che, attraversando l'atmosfera, si era frammentato. Il pezzo che colpì Ann era una condrite, il tipo più comune di meteorite roccioso. Come ricostruisce un celebre articolo dello Smithsonian Magazine, fu il primo caso moderno e verificato di un essere umano ferito da un oggetto proveniente dallo spazio.

La battaglia legale per la pietra

Quella che doveva essere una storia di pura fortuna (o sfortuna) cosmica si trasformò presto in una disputa molto terrena. La casa di Ann era in affitto, e la proprietaria, Birdie Guy, rivendicò la proprietà del meteorite caduto sul "suo" immobile. Ne nacque una contesa legale seguita dai giornali di tutto il paese. Alla fine gli Hodges riuscirono a tenere la pietra, ma quando provarono a venderla l'interesse era ormai scemato. Stanca di tante attenzioni e pressioni, Ann finì per donare il frammento all'Alabama Museum of Natural History, dove è tuttora conservato ed esposto. La caduta è catalogata anche nel database ufficiale della Meteoritical Society con il nome di Sylacauga.

Il secondo frammento e l'agricoltore fortunato

C'è un risvolto curioso. Un secondo pezzo dello stesso meteorite fu ritrovato il giorno seguente da un agricoltore della zona, Julius Kempis McKinney, lungo una strada sterrata. McKinney, afroamericano, riuscì a vendere il suo frammento e con il ricavato, secondo i racconti, migliorò la propria condizione economica, comprando una casa e un'auto. Paradossalmente, fu lui — non colpito da nulla — a trarre maggior beneficio dall'evento, mentre per Ann il meteorite portò soprattutto stress, fama indesiderata e problemi.

Che cosa sono i meteoriti

Per capire la rarità dell'evento conviene fare un passo indietro. I corpi rocciosi o metallici che vagano nello spazio si chiamano meteoroidi; quando entrano nell'atmosfera e si incendiano per l'attrito, diventano le scie luminose che chiamiamo meteore o "stelle cadenti"; se un frammento sopravvive alla discesa e tocca il suolo, allora — e solo allora — lo chiamiamo meteorite. La maggior parte dei meteoroidi è piccola e brucia completamente in alta quota. Solo i corpi più grandi lasciano residui solidi, e questi finiscono quasi sempre in mare, nei deserti, tra i ghiacci o in campagna, ben lontano dalle persone.

Il meteorite di Sylacauga era una condrite ordinaria, la categoria più comune, fatta di silicati con piccole inclusioni metalliche. Analizzandone la composizione, gli scienziati possono risalire all'età e all'origine di questi oggetti, spesso più antichi della Terra stessa: veri e propri frammenti del materiale primordiale da cui si formò il Sistema Solare oltre quattro miliardi di anni fa. In un certo senso, ad Ann Hodges era caduto addosso un pezzo di storia cosmica.

Perché è un caso unico

Ogni anno l'atmosfera terrestre viene bombardata da tonnellate di materiale proveniente dallo spazio, ma la stragrande maggioranza si disintegra in alta quota, e ciò che sopravvive finisce quasi sempre negli oceani o in zone disabitate, come spiegano gli enti che studiano i meteoriti come quello di Sylacauga. Che un frammento colpisca proprio una persona, dentro casa propria, è un evento statisticamente quasi impossibile. Ann Hodges visse il resto della sua vita segnata da quell'episodio e morì pochi anni dopo. La sua storia resta un promemoria affascinante: l'universo, ogni tanto, bussa alla porta nel modo più letterale e improbabile che si possa immaginare.

Da allora si sono registrati altri presunti episodi di persone sfiorate da frammenti spaziali — un ragazzo in Germania nel 2009, qualche auto danneggiata, animali colpiti — ma nessuno è stato documentato e confermato con la stessa solidità del caso di Sylacauga, che resta l'unico realmente certificato di un meteorite che ha colpito direttamente una persona. Per gli astronomi, più che un pericolo concreto, l'episodio è soprattutto un promemoria del fatto che la Terra non è un sistema isolato: viviamo immersi in un flusso continuo di materia che arriva dallo spazio, quasi sempre invisibile, ma di tanto in tanto sorprendentemente reale.

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