Curiosando si impararivista di curiosità

Storie

Le Radium Girls: le operaie che brillavano e cambiarono la storia

Dipingevano quadranti luminosi con vernice al radio, appuntendo i pennelli con le labbra. La loro battaglia legale negli anni '20 rivoluzionò il diritto del lavoro.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Operaie dipingono quadranti con vernice al radio nel 1922 senza protezioni
Operaie dipingono quadranti con vernice al radio nel 1922 senza protezioni

All'inizio del Novecento, in alcune fabbriche degli Stati Uniti, centinaia di giovani operaie dipingevano a mano i quadranti luminosi di orologi e strumenti. Per ottenere una punta perfetta del pennello, le istruzioni erano semplici: «bagna, modella, dipingi», portando le setole tra le labbra. Quel gesto, ripetuto migliaia di volte al giorno, faceva ingerire loro minuscole quantità di radio. Erano le Radium Girls, le ragazze del radio: la loro tragedia avrebbe cambiato per sempre il diritto del lavoro e la sicurezza sul posto di lavoro.

La magia luminosa del radio

Il radio, l'elemento radioattivo scoperto da Marie e Pierre Curie nel 1898, era considerato un prodotto miracoloso. Mescolato a un materiale fluorescente dava vita a una vernice, venduta col nome commerciale di «Undark», capace di brillare al buio. Negli anni Dieci e Venti la richiesta esplose, soprattutto per i quadranti degli orologi e degli strumenti militari, leggibili nell'oscurità delle trincee. A dipingerli furono assunte giovani donne, attratte da una paga superiore alla media e dal prestigio di lavorare con una sostanza così moderna e affascinante.

Operaie dipingono quadranti con vernice al radio nel 1922, senza protezioni
Operaie al lavoro con la vernice al radio nel 1922, senza alcuna protezione. Immagine di pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

«Bagna, modella, dipingi»

Il problema era il metodo di lavoro. Per disegnare numeri minuscoli con precisione, le operaie appuntivano il pennello con le labbra prima di ogni passata: una tecnica chiamata lip-pointing. A ogni gesto inghiottivano una piccola dose di radio. I dirigenti delle aziende — la United States Radium Corporation in New Jersey e la Radium Dial Company in Illinois — assicuravano che la sostanza fosse innocua. Alcune ragazze, per gioco, si dipingevano persino le unghie, i denti e il viso, per poi brillare al buio durante le serate.

Ma il radio, dal punto di vista chimico, somiglia al calcio: una volta ingerito, l'organismo lo deposita nelle ossa, dove continua a emettere radiazioni per anni, distruggendo i tessuti dall'interno. Le conseguenze cominciarono ad apparire dopo pochi anni: anemia, fratture spontanee, dolori e, soprattutto, una terribile necrosi della mandibola, passata alla storia come «mascella da radio».

Pubblicità del 1921 della vernice luminosa Undark al radio
Una pubblicità del 1921 della vernice luminosa «Undark», a base di radio. Immagine di pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

La battaglia legale di Grace Fryer

Una delle prime vittime fu Amelia «Mollie» Maggia, morta nel 1922 dopo che la mandibola le si era letteralmente disgregata; la causa ufficiale fu mascherata da altre diagnosi. Ma alcune lavoratrici non si arresero. Grace Fryer, ex impiegata della US Radium, impiegò due anni solo per trovare un avvocato disposto a sfidare l'azienda. Nel 1927, insieme ad altre quattro colleghe gravemente malate — la stampa le chiamò la «Società delle morte viventi» — intentò una causa che fece scalpore in tutto il Paese.

Il processo, raccontato in dettaglio anche dalla voce enciclopedica dedicata alle Radium Girls, rivelò un fatto sconvolgente: i dirigenti e i chimici dell'azienda conoscevano i pericoli del radio e adottavano precauzioni per sé, mentre li negavano alle operaie. Nel 1928 le donne, ormai troppo malate per sollevare le braccia o sedersi in tribunale, ottennero un risarcimento. In Illinois, una battaglia analoga fu condotta fino al 1938 da Catherine Donohue contro la Radium Dial Company.

Il muro di bugie dell'azienda

Ciò che rese il caso ancora più drammatico fu la condotta delle aziende. Quando le operaie cominciarono ad ammalarsi, la United States Radium Corporation finanziò esami medici apparentemente indipendenti, i cui risultati rassicuranti venivano però manipolati per nascondere la verità e scoraggiare eventuali cause. Alle donne veniva detto che i loro disturbi dipendevano da altre malattie, persino da comportamenti immorali, in un'epoca in cui era difficile per una lavoratrice farsi credere contro un'impresa potente. Solo la testardaggine di poche di loro, e l'impegno di alcuni medici e avvocati onesti, riuscì a portare alla luce i documenti che provavano la consapevolezza dei dirigenti.

C'è anche un'amara ironia nella vicenda: la stessa Marie Curie, che al radio aveva dedicato la vita, morì nel 1934 di un'anemia quasi certamente legata alla lunga esposizione alle radiazioni. Negli anni Venti, però, il pericolo era ancora largamente sottovalutato, e il radio veniva persino aggiunto a creme di bellezza, dentifrici e bevande «toniche». Le Radium Girls furono tra le prime a mostrare al mondo, nel modo più crudele, il volto nascosto di quella moda luminosa.

Un'eredità che ci protegge ancora

Le Radium Girls non vinsero solo le loro cause individuali. Come sottolinea anche la scheda dell'Enciclopedia Britannica, il loro caso divenne una pietra miliare del diritto del lavoro: contribuì a stabilire il principio che i lavoratori possono citare in giudizio i datori di lavoro per le malattie professionali, e spinse all'adozione di norme di sicurezza, standard sull'esposizione alle radiazioni e diritto al risarcimento. I loro corpi, così carichi di radio da essere ancora oggi radioattivi, furono in seguito studiati dagli scienziati per comprendere meglio gli effetti delle radiazioni sull'organismo umano.

La storia delle ragazze del radio, riscoperta dal grande pubblico grazie a saggi e opere teatrali, è oggi un simbolo della lotta per la dignità e la sicurezza dei lavoratori. La produzione di queste vernici e i suoi rischi sono documentati anche nella storia della United States Radium Corporation. Quelle giovani donne, ingannate dal fascino di una luce che brillava nel buio, pagarono con la vita un prezzo altissimo: ma il loro sacrificio ha reso più sicuro il lavoro di milioni di persone dopo di loro. Ogni norma moderna che impone trasparenza sui rischi e tutela la salute di chi lavora porta, in un certo senso, la loro firma.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te