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Joan Clarke, l'unica donna del Banburismus: come la migliore di Hut 8 batteva l'U-Boot Enigma

Cambridge 1939, decifrava ventiquattro ore al giorno il cifrario navale tedesco accanto a Turing. Per tutta la vita non ha mai voluto raccontarlo.

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
La Hut 8 di Bletchley Park dove lavorò Joan Clarke al cifrario navale Enigma
La Hut 8 di Bletchley Park dove lavorò Joan Clarke al cifrario navale Enigma

Il 17 giugno 1940 una giovane matematica di 22 anni arrivava in stazione a Bletchley, una cittadina del Buckinghamshire 80 km a nord di Londra. Si chiamava Joan Elisabeth Lowther Clarke, era nata a Londra il 24 giugno 1917, e si era appena laureata con doppio first in matematica al Newnham College di Cambridge. Era stata reclutata dall'ex tutor di Cambridge Gordon Welchman, uno degli architetti del Government Code & Cypher School, perché era brava in algebra astratta. Sarebbe entrata nella Hut 8, il capannone dedicato al cifrario navale tedesco. Sarebbe rimasta lì cinque anni. Per gran parte della sua vita non avrebbe potuto raccontare a nessuno cosa aveva fatto.

Esterno della Hut 8 di Bletchley Park, capannone in legno dipinto di bianco
La Hut 8 oggi, restaurata come museo. Qui Joan Clarke lavorò dal 1940 al 1945 al cifrario navale tedesco Enigma. Credit: Bibeyjj / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Cos'era il problema della Hut 8

Il cifrario navale tedesco Enigma era una versione potenziata di quello dell'esercito. Aveva quattro rotori invece di tre, una tabella di sostituzione iniziale (Steckerverbindungen) modificata ogni 24 ore, e una procedura di key setting molto più sicura. Soprattutto, era usato per coordinare i branchi di U-Boot ('Wolf Packs') che, nei primi anni di guerra, stavano facendo affondare convogli mercantili britannici al ritmo di centinaia di migliaia di tonnellate al mese. Decifrare quei messaggi voleva dire sapere in anticipo dove sarebbero stati gli U-Boot, e quindi dirottare i convogli. Senza, l'Inghilterra in Atlantico avrebbe perso la guerra economica.

Hut 8 lavorava ventiquattro ore al giorno divisa in tre turni. Quando Joan Clarke entrò, vi era una sola altra donna addetta — in compiti di indicazione e non di crittoanalisi. Le matematiche venivano pagate sotto una qualifica burocratica chiamata linguist, perché in Civil Service le donne 'non potevano' essere matematiche di ruolo. Clarke ricevette 2 sterline alla settimana, contro le 4 dei colleghi maschi con qualifica uguale. Il fratello di Alan Turing, John Turing, racconterà più tardi che la disparità era una fonte di battute interne tra i Codebreakers.

Il Banburismus, l'unico passatempo della Hut 8

La tecnica con cui Hut 8 attaccava l'Enigma navale si chiamava Banburismus: l'aveva inventata Alan Turing pochi mesi prima dell'arrivo di Clarke, e prendeva il nome dalla cittadina di Banbury dove si stampavano i suoi fogli speciali. Si trattava di sovrapporre due fogli di carta forati (i 'fogli di Banbury') uno sopra l'altro, ciascuno corrispondente a un possibile messaggio in chiaro candidato, e contare quante 'coincidenze' (lettere identiche nelle stesse posizioni) si trovavano. Più coincidenze, più alta la probabilità statistica che il candidato fosse corretto.

Era un lavoro che richiedeva un cervello matematico, una memoria di ferro e una pazienza certosina. Clarke divenne in pochi mesi l'unica donna a praticarlo regolarmente. Hugh Alexander, capo della Hut 8 dal 1943, la definì 'una dei tre o quattro migliori Banburisti del gruppo'. Più tardi, in un memoir non classificato fino agli anni '90, descriverà uno specifico turno in cui Clarke, da sola, decifrò il key setting di una giornata in cinque ore — quattro volte più velocemente del normale.

Pila di rotori di una macchina cifrante Enigma navale
I quattro rotori dell'Enigma navale (M4): davano oltre 1,5 × 10²⁰ combinazioni possibili. Banburismus restringeva il campo prima di mandare la chiave alla Bombe per la verifica. Credit: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

L'effetto sui convogli atlantici

Tra novembre 1940 e novembre 1941, grazie al lavoro coordinato di Hut 8 (decifrazione), Hut 4 (traduzione e distribuzione) e dell'Operational Intelligence Centre dell'Ammiragliato, le perdite mercantili britanniche per attacchi U-Boot scesero da 282.000 tonnellate al mese del periodo nero 1940 a 62.000 tonnellate al mese del 1941 — una riduzione di oltre il 75%. Sono i numeri citati dallo stesso Hugh Alexander nel suo report ufficiale del 1945, declassificato negli anni '90. Storici come Christopher Andrew e Stephen Budiansky concordano nello stimare che il lavoro di Hut 8 abbia 'accorciato la guerra in Atlantico di almeno due anni'.

Il fidanzamento con Alan Turing

Nel 1941, dopo qualche mese di collaborazione quotidiana, Alan Turing chiese a Joan Clarke di sposarlo. Joan accettò. Pochi giorni dopo, Turing le confessò di essere omosessuale e di non poterla davvero sposare. Il fidanzamento durò pochi mesi e si sciolse pacificamente; rimasero amici per tutta la vita. Clarke non ne fece mai una tragedia, non si sposò fino al 1952, quando incontrò il colonnello (e poi crittoanalista) Joshua John Cope Murray. Dopo la guerra continuò a lavorare per il GCHQ, la nuova agenzia britannica di intelligence cifratico, fino al pensionamento nel 1977.

Il silenzio dell'Official Secrets Act

Tutti i Codebreakers di Bletchley Park firmarono l'Official Secrets Act, che vietava loro di parlare del proprio lavoro fino al 1974, anno in cui Frederick Winterbotham pubblicò The Ultra Secret e il governo britannico autorizzò la declassificazione progressiva. Clarke divenne vice-direttrice della Hut 8 nel 1944 — la promozione le venne firmata dal solo capo del gruppo, non dalle autorità burocratiche, perché non si voleva esporre la disparità di ruolo. Mai, in nessuna intervista, accettò di prendersi merito per il suo lavoro. Solo nel 1996, in una rara apparizione su Channel 4 due mesi prima della morte (avvenuta il 4 settembre 1996), accennò allo sforzo collettivo della Hut 8 e si descrisse 'una dei tanti'.

Numismatica, l'altra passione

Stranezza: oltre alla matematica, Clarke era una numismatica seria. Studiò le monete scozzesi del XVI e XVII secolo e pubblicò una serie di articoli sulla British Numismatic Journal ancora citati. Nel 1986 fu eletta Sandford Saltus Gold Medallist, il premio più prestigioso della società numismatica britannica. La sua specializzazione: la corrispondenza tra peso e composizione metallica nelle monete del periodo di re Giacomo VI. Sembra un altro mondo, ma è la stessa attitudine: estrarre regolarità da grandi insiemi di oggetti apparentemente caotici.

Il film The Imitation Game (2014) interpretato da Keira Knightley ha riportato Joan Clarke alla memoria pubblica. La sceneggiatura ha romanzato (e Hollywoodizzato) la storia, ma ha avuto il merito di renderla finalmente nota. Una targa blu di English Heritage a Newnham College, Cambridge, ricorda dal 2019 dove studiò la donna che, tra il 1940 e il 1945, salvò più mercantili britannici della maggior parte degli ammiragli della Royal Navy.

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