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Sinestesia: perché 1 persona su 25 "vede" il numero 5 in rosso e il martedì in azzurro

Una connessione neurale tra aree sensoriali diverse coinvolge tra il 4 e il 5% della popolazione.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Numero colorato in stile geometrico: rappresentazione visiva della sinestesia grafema-colore
Numero colorato in stile geometrico: rappresentazione visiva della sinestesia grafema-colore

Se ti dico "5", che colore vedi? Per la maggior parte delle persone, nessuno. Per circa una su venticinque, invece, il numero 5 ha un colore preciso e involontario: per qualcuno è rosso, per altri verde, per altri ancora azzurro. Lo stesso vale per le lettere, i giorni della settimana, i mesi, i sapori, i suoni. Il fenomeno si chiama sinestesia (dal greco syn-, "insieme", e aisthēsis, "sensazione") ed è una forma di percezione in cui lo stimolo in una modalità sensoriale (per esempio leggere) ne attiva spontaneamente un'altra (per esempio vedere). Non è un'allucinazione, non è una metafora poetica: è una caratteristica neurologica con basi genetiche e biomarcatori cerebrali misurabili in fMRI. Una rassegna di riferimento è la review di Hubbard e Ramachandran su Nature Reviews Neuroscience del 2005.

Quante forme esistono

I ricercatori ne contano oltre 80 varianti. Le tre più studiate sono:

  • Sinestesia grafema-colore: lettere e numeri evocano colori. È la più comune (circa il 70% dei sinesteti la presenta). Esempio: "A" rossa, "B" gialla, "5" verde. Il colore è stabile per tutta la vita del singolo: la persona vedrà "A" rossa a 7 anni e ancora rossa a 70.
  • Cromestesia (suono-colore): i suoni musicali evocano colori. Famosi sinesteti suono-colore furono Aleksandr Skrjabin e Olivier Messiaen, compositore francese che inseriva indicazioni cromatiche nei propri spartiti.
  • Cronestesia (sequenze-spazio): i giorni della settimana, i mesi o i numeri sono percepiti come disposti in uno spazio mentale concreto. È quella che fa dire "il martedì è alla mia sinistra" o "i mesi formano un cerchio davanti a me".
Numero colorato in stile geometrico astratto, esempio visivo della sinestesia grafema-colore
Per i sinesteti grafema-colore, ogni cifra ha un colore stabile e involontario. Foto: Pexels / Sóc Năng Động

Come si riconosce "clinicamente"

Per distinguere una vera sinestesia da una semplice associazione mnemonica, i ricercatori usano il test di consistenza: chiedono alla persona di indicare il colore di una serie di lettere e numeri in due occasioni separate da settimane o mesi. I sinesteti danno risposte stabili nel tempo per oltre il 90% degli stimoli; chi non lo è raramente supera il 30-40%. Il test di riferimento, sviluppato da Eagleman e colleghi al Baylor College of Medicine, è la Synesthesia Battery, online e gratuito.

Cosa succede nel cervello

Studi di neuroimmagine funzionale (fMRI) hanno mostrato che, nei sinesteti grafema-colore, leggere un numero non attiva solo l'area visiva del riconoscimento dei grafemi (giro fusiforme V4 sinistro), ma anche l'area V4 destra, dedicata alla percezione del colore. Nei non-sinesteti, V4 non si attiva alla lettura. Lo studio di Hubbard et al. su Neuron nel 2005 ha localizzato la connessione anomala in una sovra-densità di fibre nervose nel giro fusiforme, dovuta probabilmente a un "pruning sinaptico" incompleto durante lo sviluppo cerebrale. Un'altra interpretazione, dovuta a Ramachandran, è il cross-activation model: le aree adiacenti che dovrebbero rimanere separate restano collegate.

È ereditaria?

Sì. Gli studi familiari mostrano che la sinestesia ricorre nelle famiglie con una probabilità tre volte superiore alla media. Nel 2018 uno studio di Tilot et al. su PNAS ha individuato tre geni candidati — COL4A1, ITGA2 e MYO10 — coinvolti nello sviluppo assonale e nella mielinizzazione, varianti dei quali sono sovrarappresentate nei sinesteti. Non c'è un "gene della sinestesia" singolo: la condizione è multifattoriale, e probabilmente molte famiglie portano un'identica predisposizione che si esprime in modi diversi.

Rappresentazione astratta di una rete neurale, simile alle connessioni cerebrali dei sinesteti
Nel cervello dei sinesteti, aree sensoriali normalmente separate restano cablate fra loro. Foto: Pexels / Google DeepMind

Vantaggi e svantaggi

La sinestesia è una condizione, non una malattia: la maggior parte dei sinesteti vive benissimo e considera la propria percezione un arricchimento. Le ricerche evidenziano:

  • Memoria verbale migliore: i sinesteti grafema-colore ricordano sequenze di parole, numeri di telefono e date di nascita meglio dei non-sinesteti, perché il colore funziona come marker mnemonico aggiuntivo (Rothen e Meier, 2009)
  • Creatività: una sovrarappresentazione tra artisti, musicisti e scrittori. Vladimir Nabokov, Wassily Kandinsky, Pharrell Williams, Billie Eilish hanno tutti dichiarato di esserlo
  • Sovraccarico sensoriale: alcuni soffrono in ambienti molto stimolanti o nei cinema con tanto rumore
  • Confusione numerica: i sinesteti spazio-numero possono fare fatica con calcoli che richiedono di "saltare" tra numeri lontani nella loro mappa mentale

Anche tu potresti essere un sinestetic potenziale

L'esperimento più famoso è il test del bouba/kiki, ideato da Wolfgang Köhler nel 1929. Si mostrano due forme: una stellata e angolosa, una rotonda e morbida. Si chiede al soggetto: quale si chiama "bouba" e quale "kiki"? Il 95-98% delle persone, in ogni cultura testata, assegna "kiki" alla forma a stella e "bouba" a quella rotonda. Significa che la connessione tra suoni e forme è radicata in tutti noi, e la sinestesia conclamata potrebbe essere semplicemente un'esagerazione di un meccanismo universale. Il test è descritto in dettaglio nel classico articolo di Ramachandran su Scientific American nel 2003.

FAQ

Si può sviluppare? Alcuni casi sono indotti da farmaci psichedelici (LSD, psilocibina), trauma cranico o lesioni cerebrali. Sono però sinestesie acquisite, diverse da quella congenita.

Come scoprire se lo sono io? Fai il test di consistenza sul sito synesthete.org. Se le risposte restano coerenti nel tempo (sopra 90%), molto probabilmente sei un sinesteta naturale.

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