Curiosando si impararivista di curiosità

Storie

Mau Piailug: il navigatore di Satawal che senza strumenti raggiunse Tahiti dalle Hawaii nel 1976

Erede dell'ultima generazione di pwo, salvò un'arte millenaria insegnando ai polinesiani come trovare un'isola in mezzo all'oceano leggendo solo stelle e onde

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
La canoa polinesiana Hokule'a, con cui Mau Piailug navigò da Hawaii a Tahiti nel 1976
La canoa polinesiana Hokule'a, con cui Mau Piailug navigò da Hawaii a Tahiti nel 1976

Quando il 1° maggio 1976 la canoa polinesiana Hokule'a — due scafi di legno uniti da una piattaforma, due vele di canna intrecciata, equipaggio di sedici uomini — lasciò la baia di Honolua a Maui per puntare verso Tahiti, gli antropologi avevano un'ipotesi e zero prove. L'ipotesi era che la colonizzazione della Polinesia, da Tahiti fino alle Hawaii e all'isola di Pasqua, fosse stata realizzata intenzionalmente, con conoscenze nautiche raffinate e non per pura deriva involontaria, come avevano sostenuto in pieno Novecento il norvegese Thor Heyerdahl e altri studiosi. Trentatré giorni dopo, il 3 giugno 1976, l'Hokule'a entrava nella laguna di Papeete dopo 4.500 chilometri di Pacifico aperto. Alla barra di navigazione c'era un solo uomo, un piccolo micronesiano di 44 anni con la pelle bruciata dal sole. Si chiamava Pius Mau Piailug.

Satawal: cinque chilometri quadrati in mezzo all'oceano

Mau (nome che in carolinese significa «forte») era nato nel 1932 sull'atollo di Satawal, nell'arcipelago delle Caroline Centrali, oggi parte degli Stati Federati di Micronesia. Satawal è un'isola corallina di circa 1,4 km² circondata da 1.700 km di Pacifico in ogni direzione: senza una conoscenza accurata della navigazione, abitarla era impossibile, perché l'autosufficienza alimentare richiedeva il commercio con le isole-sorella di Lamotrek, Elato, Woleai. A Satawal le rotte tra isole erano l'unica forma di sopravvivenza.

Le tecniche, accumulate per millenni, venivano trasmesse all'interno di una scuola sacerdotale-navale chiamata pwo: i futuri navigatori entravano nella scuola da bambini, e a 19-20 anni superavano un rito di iniziazione che li investiva del titolo di palu, il navigatore in capo. Mau venne iniziato dal nonno Raangipi, che lo portò in mare ancora neonato per fargli «abituare l'occhio alle onde».

Le 32 case della stella: la bussola senza ago

Il cuore della tecnica polinesiana e micronesiana è la cosiddetta star compass. Mau divideva l'orizzonte in 32 punti cardinali, ciascuno definito dal sorgere o tramontare di una stella o di una costellazione. Conosceva a memoria le posizioni di sorgere di 150 stelle, dell'Antares, della Sirio, della Croce del Sud, della Stella Polare, del Triangolo Estivo. Sapeva che attorno al solstizio Vega sorge sull'orizzonte di Hawaii a un determinato angolo e si correggeva ora per ora; sapeva quale stella sale «sopra» e quale «sotto» con l'avvicinarsi all'equatore.

A questo si aggiungeva un sistema completo di lettura non-strumentale dell'oceano: il colore dell'acqua, la direzione di otto diversi tipi di onde di rifrazione attorno alle isole, il volo degli uccelli che ogni sera tornano alla terra ferma (il bonin petrel a 50 km, la sterna fuligginosa a 150 km), la consistenza delle nuvole sopra le isole. Tutto si imparava a memoria. Non c'erano carte. Il navigatore stesso era la carta.

La canoa polinesiana Hokulea ormeggiata a Honolulu
Crediti: Wikimedia Commons. La canoa Hokule'a, replica di una piroga polinesiana tradizionale: due scafi lunghi 19 metri, due vele di canna intrecciata, nessuno strumento di navigazione moderno.

Le Hawaii cercano un palu, e lo trovano a Satawal

Nel 1973 tre uomini delle Hawaii — l'antropologo nautico Ben Finney, l'artista hawaiano Herb Kawainui Kane e lo skipper Tommy Holmes — fondano la Polynesian Voyaging Society con un obiettivo semplice: costruire una replica di una canoa polinesiana tradizionale e attraversare il Pacifico per dimostrare che gli antichi navigatori sapevano cosa stavano facendo. Il problema è che nelle Hawaii moderne nessuno conosce più la navigazione stellare. La tradizione si era estinta nell'arcipelago hawaiano già nel XIX secolo, sopraffatta dal cristianesimo e dalla scolarizzazione coloniale.

Cercano un maestro fuori dalle Hawaii. Lo trovano a Satawal. Mau accetta. Si imbarca da Honolulu il 1° maggio 1976 sull'Hokule'a, una replica costruita da Herb Kane sulla base di iconografie tradizionali, lunga 19 metri. Dopo 33 giorni e 4.500 km, senza un solo strumento di navigazione, entra nella laguna di Papeete. La rotta stellare aveva funzionato.

Il sapere si trasmette: la formazione di Nainoa Thompson

Il viaggio del 1976 è spettacolare ma fragile: due anni dopo, nel 1978, un secondo viaggio fallisce. L'Hokule'a si capovolge a poche ore dalle Hawaii, in un canale tra le isole di Lana'i e Moloka'i, durante una notte di tempesta. Il marinaio hawaiano Eddie Aikau tenta di tornare a terra con una tavola da surf per chiedere aiuto e scompare per sempre. Per la Polynesian Voyaging Society è il trauma fondante.

Mau non abbandona. Negli anni successivi, come ricostruisce JSTOR Daily, accetta di addestrare il giovane hawaiano Nainoa Thompson al sistema di navigazione carolinese, infrangendo per la prima volta una regola della tradizione di Satawal: il sapere del pwo, sino ad allora, poteva essere trasmesso solo ad altri abitanti dell'atollo. Mau decise di rompere la regola perché capiva che, senza Thompson e gli hawaiani, l'intera tradizione sarebbe morta con lui. Nel 1980 Thompson, primo hawaiano in due secoli, naviga senza strumenti l'Hokule'a da Hawaii a Tahiti.

Cielo notturno stellato sopra una costa rocciosa
Crediti immagine: Çağatay Demir / Pexels. Il navigatore polinesiano divideva l'orizzonte in 32 settori in base al punto in cui sorgevano e tramontavano stelle e costellazioni.

Pwo cerimonia: 36 anni dopo

Nel 2007, in una cerimonia tenuta a Satawal e descritta dal sito ufficiale hokulea.com, Mau Piailug consacra cinque hawaiani — Nainoa Thompson tra loro — al titolo di palu pwo. Era la prima cerimonia di iniziazione di non micronesiani della storia. Mau aveva 75 anni e sapeva di essere malato: era diabetico da decenni e la sua dieta tradizionale di pesce, taro e cocco non bastava più a controllare la malattia.

Morì sull'atollo dove era nato

Mau Piailug morì sull'isola di Satawal il 12 luglio 2010. Aveva 78 anni. Lasciò quattro figli e una scuola di navigatori. Negli ultimi quindici anni l'Hokule'a, sotto la guida dei suoi allievi, ha circumnavigato il globo (Malama Honua Worldwide Voyage, 2014-2017) percorrendo oltre 74.000 km con metodi di navigazione tradizionali integrati da elettronica solo a scopo di sicurezza. La conoscenza che, negli anni Sessanta, sembrava destinata a estinguersi con una manciata di vecchi palu di Satawal è oggi insegnata in scuole hawaiane, in università del Pacifico, in centri culturali maori in Nuova Zelanda. L'ultima generazione di navigatori formati direttamente da Piailug — pochi nomi: Nainoa Thompson, Bruce Blankenfeld, Chad Baybayan, Shorty Bertelmann — ha già iniziato a formare la propria successione. Era esattamente quello che Mau voleva quando, nel 1976, accettò di partire.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te