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53,6 milioni di animali in casa: l'Italia che vive con i pet nel Rapporto 2026
Presentato il 14 maggio 2026 a Bologna, il Rapporto Assalco-Zoomark fotografa un Paese in cui più di una famiglia su due convive con un animale. E i pesci sono i più numerosi.

Quanti animali domestici vivono in Italia? La risposta arriva dal Rapporto Assalco-Zoomark 2026, presentato il 14 maggio 2026 a Bologna in occasione della fiera internazionale Zoomark: nel nostro Paese si contano circa 53,6 milioni di pet, un numero che si avvicina a quello degli abitanti e che racconta una trasformazione profonda nel modo in cui gli italiani vivono il rapporto con gli animali. Non più semplici "bestie da compagnia", ma membri della famiglia a tutti gli effetti.
Chi sono i 53,6 milioni di animali italiani
Il dato più sorprendente riguarda la classifica per specie. A dominare non sono cani e gatti, come si potrebbe pensare, ma i pesci: oltre 25 milioni di esemplari, complici gli acquari domestici che contengono molti individui ciascuno. Seguono i gatti, stimati in circa 11 milioni, e i cani, 9,1 milioni. Completano il quadro 4,1 milioni di uccelli, 2,7 milioni tra rettili e anfibi e 1,4 milioni di piccoli mammiferi. I numeri sono ripresi da diverse testate di settore, tra cui la rivista specializzata Pet B2B.
Se i pesci vincono per numero assoluto, sono cani e gatti a dominare il cuore (e il portafoglio) degli italiani. Secondo l'analisi dei dati riportata da Geopop, il 54,5% delle famiglie italiane convive con almeno un animale da compagnia, e i cani sono presenti in quasi il 29% delle case.

Un mercato da 5,3 miliardi di euro
Alla diffusione degli animali corrisponde un giro d'affari imponente. Il mercato complessivo di pet food e pet care in Italia ha raggiunto i 5,3 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto all'anno precedente. Di questi, 4,2 miliardi riguardano gli alimenti per cani e gatti, mentre 1,1 miliardi sono destinati alla cura (accessori, igiene, servizi). Il solo mercato del cane, come evidenzia Dogsportal, vale ormai quasi 2 miliardi di euro.
Sono cifre che testimoniano quanto il settore sia diventato strategico per l'economia nazionale, ma che riflettono anche una crescente attenzione alla qualità: gli italiani scelgono sempre più spesso alimenti specifici per età, taglia e condizioni di salute, e il segmento premium continua a crescere.
Famiglia sì, ma curarli costa
Dietro i numeri positivi si nasconde però un nodo sociale importante. Diverse associazioni hanno sottolineato come la spesa veterinaria resti un peso significativo per molte famiglie. Come rileva la LAV commentando il rapporto, prendersi cura di un animale - tra visite, vaccinazioni, interventi e farmaci - rischia di diventare un privilegio per chi può permetterselo, con il pericolo che difficoltà economiche si traducano in abbandoni o in cure rimandate.

Una fotografia della società italiana
Il Rapporto Assalco-Zoomark, giunto alla sua diciannovesima edizione, è considerato la fonte più completa sul tema in Italia ed è realizzato dall'Associazione Nazionale fra le Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia con il supporto di dati Istat ed Euromonitor. Più che un semplice studio di mercato, è una radiografia di come stiamo cambiando: famiglie sempre più piccole, una popolazione che invecchia e città in cui l'animale diventa compagnia, antidoto alla solitudine e, in molti casi, vero figlio adottivo.
Il fenomeno ha anche risvolti culturali concreti: crescono i servizi pet-friendly negli alberghi e nei ristoranti, le polizze assicurative dedicate e perfino i congedi lavorativi per accudire un animale malato. La sfida dei prossimi anni, secondo gli addetti ai lavori, sarà conciliare questo affetto crescente con la sostenibilità economica e ambientale di un settore che continua a correre. Una cosa è certa: con oltre 53 milioni di animali, l'Italia è ormai a tutti gli effetti un Paese a misura di pet.
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