Animali
Pangolino: l'unico mammifero ricoperto di scaglie e l'animale più trafficato al mondo
Le sue squame di cheratina, una lingua più lunga del corpo e la capacità di arrotolarsi a palla lo rendono unico tra i mammiferi. Ma proprio le scaglie ne hanno fatto una preda dei bracconieri.

Immaginate un mammifero che, invece di pelo, indossa un'armatura di squame sovrapposte come tegole; che non ha denti ma una lingua più lunga del proprio corpo; e che, di fronte a un predatore, si arrotola in una palla impenetrabile. Non è un animale fantastico: è il pangolino, l'unico mammifero al mondo interamente ricoperto di scaglie di cheratina, la stessa proteina delle nostre unghie e dei capelli. Una creatura straordinaria e schiva che ha conquistato un triste primato: è il mammifero più trafficato del pianeta.
Un'armatura vivente
Le scaglie del pangolino non sono ossa né corno: sono fatte di cheratina, e ricoprono quasi tutto il corpo tranne il ventre, il muso e la parte interna delle zampe. Possono arrivare a costituire fino a circa il 20% del peso dell'animale. Sono dure, affilate ai bordi e tenute insieme dalla pelle: quando il pangolino si sente minacciato, si arrotola su se stesso (il nome deriva dal malese penggulung, "qualcosa che si arrotola") formando una sfera che protegge testa e ventre, le uniche parti vulnerabili. Per un leone o una iena, aprire questa palla è quasi impossibile. Paradossalmente, proprio questa difesa lo rende facilissimo da catturare per l'uomo, che deve solo raccoglierlo.
Specialista delle formiche
Il pangolino è un mirmecofago: si nutre quasi esclusivamente di formiche e termiti. Privo di denti, ha sviluppato strumenti alternativi sorprendenti. Possiede artigli potenti per squarciare i termitai e una lingua eccezionalmente lunga — in alcune specie più lunga del corpo, ancorata non alla gola ma vicino al bacino — rivestita di saliva appiccicosa con cui cattura migliaia di insetti. Lo stomaco, muscoloso e a volte contenente piccole pietre ingerite, macina il cibo come farebbe un ventriglio. Le narici e le orecchie si chiudono per difendersi dai morsi degli insetti durante il pasto. È un esempio perfetto di evoluzione convergente: pur non essendo imparentato con i formichieri sudamericani, ha sviluppato adattamenti quasi identici per lo stesso stile di vita.
Otto specie, tutte minacciate
Esistono otto specie di pangolino: quattro in Africa e quattro in Asia. Tutte sono inserite tra le specie protette dalla Convenzione CITES, che dal 2017 ne vieta totalmente il commercio internazionale. Secondo l'IUCN Red List, diverse specie sono classificate come "in pericolo" o "in pericolo critico". La minaccia principale è il bracconaggio: le scaglie sono richieste dalla medicina tradizionale di alcuni Paesi asiatici (sebbene la cheratina non abbia alcuna proprietà curativa dimostrata, essendo identica a quella delle unghie umane) e la carne è considerata una prelibatezza di lusso. Secondo le organizzazioni di conservazione come la Zoological Society of London, centinaia di migliaia di pangolini sono stati catturati illegalmente negli ultimi anni.
Parenti inaspettati
Dal punto di vista evolutivo, i pangolini occupano un ramo tutto loro: costituiscono l'ordine dei Folidoti (Pholidota), e i loro parenti viventi più stretti non sono i formichieri, come si potrebbe pensare, ma i Carnivora, cioè il gruppo che comprende cani, gatti, orsi e foche. Le somiglianze con i formichieri sudamericani sono quindi un classico esempio di convergenza evolutiva, non di parentela. I fossili mostrano che animali simili ai pangolini esistevano già decine di milioni di anni fa, e la loro corazza di scaglie è una soluzione antica e di grande successo, sopravvissuta fino a noi quasi immutata.
Un animale ancora misterioso
Nonostante la fama dovuta al traffico, il pangolino resta poco conosciuto dal punto di vista biologico: è notturno, solitario e difficile da osservare in natura, e si riproduce lentamente, di solito con un solo piccolo per volta. Il cucciolo viaggia aggrappato alla coda della madre, e quando lei si arrotola viene protetto al centro della palla. Questa lenta riproduzione rende le popolazioni particolarmente fragili: una specie che fa un figlio all'anno non può reggere prelievi di massa. Gli sforzi di conservazione sono complicati anche dalla difficoltà di allevarlo in cattività, dato il suo regime alimentare specializzato, che in natura comporta l'assunzione di decine di specie diverse di formiche e termiti. In molti Paesi africani e asiatici esistono oggi centri di recupero che curano gli esemplari sequestrati ai bracconieri e tentano di reintrodurli in natura, ma il tasso di successo resta basso e ogni animale salvato richiede mesi di cure specializzate.
Perché salvarlo riguarda tutti
Oltre al suo valore intrinseco, il pangolino svolge un ruolo ecologico prezioso: divorando enormi quantità di formiche e termiti, contribuisce a regolare gli insetti e, scavando tane, ad arieggiare il suolo. La sua scomparsa avrebbe effetti a cascata sugli ecosistemi che abita. La sua storia è diventata anche un simbolo della lotta al commercio illegale di specie selvatiche, un'attività che muove miliardi e mette a rischio la biodiversità globale. Conoscere il pangolino — questo timido "frutto di pigna" vivente, come a volte viene chiamato per la sua forma, di cui la descrizione zoologica sottolinea l'unicità — è il primo passo per dargli una possibilità di sopravvivenza. Come spesso accade in natura, proteggere una creatura così particolare significa proteggere l'intero tessuto della vita di cui fa parte.
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