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Il Museo di Zoologia di Roma apre due nuove sale sulla biodiversità: la Sala Bioverso

Inaugurati il 21 maggio 2026, i nuovi spazi nascono con la Sapienza e il National Biodiversity Future Centre per raccontare i quattro milioni di reperti delle collezioni.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Vetrine di un museo di storia naturale con esemplari zoologici in esposizione
Vetrine di un museo di storia naturale con esemplari zoologici in esposizione

Con quattro milioni di reperti, il Museo Civico di Zoologia di Roma è una delle più importanti collezioni naturalistiche italiane. Il 21 maggio 2026 ha aggiunto due tasselli pensati per il pubblico di oggi: la nuova Sala della Biodiversità e la sala multimediale immersiva Bioverso, due spazi che raccontano la varietà della vita animale e l'urgenza di proteggerla. Un'apertura che intercetta uno dei temi più sentiti del momento, la crisi della biodiversità, e prova a tradurlo in un'esperienza concreta per visitatori di ogni età.

Reperti mai visti prima

La Sala della Biodiversità espone una selezione di esemplari finora rimasti nei depositi: conchiglie, uccelli, insetti, mammiferi, anfibi e rettili provenienti dalle ricchissime collezioni storiche del museo. Si tratta di materiali raccolti in oltre un secolo di studi, spedizioni e donazioni, che ora trovano una collocazione narrativa. L'obiettivo non è solo mostrare la bellezza e la diversità delle forme viventi, ma spiegare il ruolo delle collezioni scientifiche come archivio della vita sulla Terra: ogni esemplare conservato è un dato, una testimonianza di dove e quando una specie viveva, fondamentale per la ricerca sui cambiamenti ambientali.

Galleria di un museo naturalistico con scheletri ed esemplari animali esposti
Le collezioni zoologiche sono veri archivi della biodiversità, preziosi per la ricerca scientifica. Credit: Eleanore Stohner / Pexels.

Bioverso: immergersi nella natura

Il fiore all'occhiello è Bioverso, una sala multimediale che offre un'esperienza immersiva fatta di proiezioni, suoni e paesaggi virtuali. I visitatori possono "esplorare" gli ambienti da cui provengono i reperti, ascoltare i versi degli animali e attraversare ecosistemi ricostruiti digitalmente. È un modo per superare la classica vetrina e trasformare la visita in un racconto sensoriale, particolarmente efficace con i più giovani, che imparano osservando, ascoltando e muovendosi nello spazio.

Un museo con una lunga storia

Il Museo Civico di Zoologia affonda le sue radici nell'Ottocento e custodisce collezioni che raccontano la storia della zoologia italiana: dagli erbari e dalle raccolte entomologiche alle grandi montature di mammiferi, fino allo scheletro di balenottera che accoglie i visitatori in una delle sale più amate. Negli ultimi anni l'istituzione ha intrapreso un percorso di rinnovamento per dialogare con un pubblico abituato ai linguaggi digitali, senza rinunciare al valore scientifico dei reperti. L'apertura della Sala della Biodiversità e di Bioverso è l'ultimo passo di questo processo, e affianca le esposizioni permanenti dedicate all'evoluzione, agli ecosistemi e alla fauna italiana.

Una rete tra museo, università e ricerca

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il museo, l'Università Sapienza di Roma e il National Biodiversity Future Centre (NBFC), il grande centro nazionale dedicato allo studio e alla tutela della biodiversità nato nell'ambito dei fondi per la ricerca. È un esempio virtuoso di come le istituzioni culturali e scientifiche possano lavorare insieme: il museo mette a disposizione le collezioni, l'università la competenza scientifica, il centro nazionale la cornice strategica e le risorse. Maggiori dettagli sull'istituzione e sugli orari sono disponibili sul sito ufficiale del Museo Civico di Zoologia.

Perché è una buona notizia

In un'epoca in cui si parla quotidianamente di estinzioni e di perdita di habitat, riportare al centro la biodiversità con strumenti coinvolgenti è una scommessa importante. I musei naturalistici non sono polverosi contenitori del passato: sono presidi di educazione ambientale e laboratori di ricerca attiva. Far conoscere ai cittadini, e soprattutto ai bambini, la straordinaria varietà del regno animale è il primo passo per costruire una sensibilità verso la sua tutela. Come ricorda anche l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), gran parte delle specie a rischio è poco conosciuta dal grande pubblico: rendere visibile l'invisibile è già un atto di conservazione.

Le nuove sale si affiancano a un'intensa attività didattica: laboratori per le scuole, visite guidate, attività per famiglie e percorsi pensati per avvicinare i più piccoli alle scienze naturali. Proprio l'integrazione tra reperti reali ed esperienze digitali rende il museo un luogo dove l'apprendimento diventa scoperta, e dove un bambino può passare dall'osservazione di una conchiglia rara all'immersione virtuale nell'ambiente da cui proviene. È una formula che molti grandi musei naturalistici del mondo stanno adottando, e che a Roma trova ora una declinazione tutta italiana.

Una visita nel cuore verde di Roma

Il museo si trova in via Ulisse Aldrovandi, a due passi dal giardino zoologico e da Villa Borghese, in una delle zone più verdi della Capitale. L'apertura delle nuove sale arricchisce un'offerta culturale già vasta e si rivolge a famiglie, scuole e appassionati. Il museo è facilmente raggiungibile e rientra nel circuito dei Musei Civici di Roma Capitale, con la possibilità di visite anche in occasione delle aperture straordinarie e delle iniziative cittadine come la Notte dei Musei. Un patrimonio pubblico, dunque, accessibile e radicato nel tessuto della città, che continua a rinnovarsi senza perdere la propria vocazione scientifica. È l'invito a riscoprire, nel cuore della città, un patrimonio scientifico che parla del pianeta intero — e del nostro posto, fragile e responsabile, al suo interno.

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