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Internazionali d'Italia 2026: record di 418.815 spettatori al Foro Italico
Il torneo di tennis di Roma stabilisce il nuovo primato di pubblico e diventa il terzo Masters 1000 al mondo per affluenza.

Gli Internazionali BNL d'Italia 2026 si sono chiusi da poche settimane al Foro Italico di Roma, ma il dato che li accompagnerà negli annali è già scolpito: 418.815 spettatori paganti, il pubblico più numeroso nella storia del torneo. Un primato che fotografa meglio di qualsiasi classifica lo stato di salute del tennis in Italia, diventato in pochi anni uno degli sport più seguiti del Paese. La "corsa al biglietto" per la Capitale non è più un fenomeno di nicchia: è diventata un appuntamento di massa.
Quasi 419mila spettatori: il nuovo record
Il dato, comunicato dagli organizzatori sul sito ufficiale del torneo, polverizza il precedente primato di 393.671 presenze stabilito appena un anno prima, nel 2025. Se ai biglietti staccati si aggiungono i circa 161.000 accreditati — giocatori, addetti ai lavori, media e fornitori — il totale delle presenze al Foro Italico sfiora le 579.000 unità in dodici giorni di gare. Come ha riportato anche Il Sole 24 Ore, la quota di pubblico straniero è cresciuta fino al 24,2% degli spettatori unici, segno che il torneo romano è ormai una meta turistica internazionale e non solo un evento per appassionati locali.
Terzo torneo al mondo dietro due colossi americani
Numeri che proiettano Roma ai vertici mondiali della categoria. Tra i nove tornei Masters 1000 del circuito maschile — gli appuntamenti più importanti subito sotto i quattro tornei dello Slam — gli Internazionali d'Italia sono oggi il terzo per affluenza di pubblico, alle spalle soltanto degli eventi statunitensi di Indian Wells e Miami. È un risultato notevole per una manifestazione che condivide la stessa settimana e la stessa categoria con appuntamenti di blasone analogo, e che ha trasformato la doppia natura del torneo — il cosiddetto formato combined, con uomini e donne in gara contemporaneamente — in un punto di forza, raddoppiando di fatto l'offerta di partite per ogni biglietto venduto.
Dal 2005 a oggi: un +509% che racconta una rivoluzione
Per capire la portata del fenomeno serve guardare indietro. Rispetto al 2005, l'affluenza è cresciuta di oltre il 500%. Vent'anni fa il torneo richiamava poco più di 80.000 spettatori: oggi ne richiama cinque volte tanti. Dietro a questo balzo, spiegano gli organizzatori, ci sono scelte precise: l'unione dei tabelloni maschile e femminile, l'allungamento della manifestazione a quasi due settimane, gli investimenti sugli impianti e l'integrazione di nuove aree del Foro Italico, come lo storico Stadio dei Marmi, riconvertito in spazio per il pubblico e per i campi secondari. Il tennis, da sport stagionale e d'élite, è diventato un grande evento di intrattenimento urbano.
L'effetto Sinner e il boom del tennis italiano
Nessuna analisi sarebbe completa senza citare quello che i giornali hanno ribattezzato "effetto Sinner". L'ascesa di Jannik Sinner ai vertici della classifica mondiale ATP, primo italiano a raggiungere la prima posizione, ha trascinato un'intera generazione verso le racchette. I dati di tesseramento della Federazione Italiana Tennis e Padel raccontano da anni una crescita costante di praticanti e circoli, alimentata anche dai risultati della squadra azzurra nelle competizioni a squadre. Il pubblico che riempie le tribune del Foro Italico è in buona parte questo: famiglie, ragazzi e nuovi appassionati avvicinatisi a uno sport che fino a pochi anni fa, in Italia, viveva all'ombra del calcio.
Il fenomeno, peraltro, non riguarda soltanto il tennis maschile. La presenza simultanea del tabellone femminile, con le migliori giocatrici del circuito WTA, ha ampliato il bacino di pubblico e reso il torneo un evento sportivo completo, capace di riempire i campi dalla mattina alla sera per due settimane di fila. È una formula che molti tornei nel mondo stanno provando a imitare, ma che a Roma ha trovato terreno particolarmente fertile.
Il Foro Italico, dal marmo al tutto esaurito
C'è infine il fascino della cornice. Il Foro Italico è un complesso monumentale costruito a Roma negli anni Trenta, celebre per il suo viale di mosaici e per le statue di marmo dello Stadio dei Marmi. Gli Internazionali d'Italia vi si disputano stabilmente dal 1935, dopo le prime edizioni ospitate a Milano, e oggi mescolano la solennità di quell'architettura con l'atmosfera di un grande festival sportivo. Secondo le stime diffuse dagli organizzatori e rilanciate dalla stampa specializzata come Corriere dello Sport, l'indotto economico complessivo dell'evento si misura ormai nell'ordine del miliardo di euro, fra turismo, ospitalità e visibilità mediatica per la città.
Non mancano le sfide. La crescita esponenziale del pubblico pone problemi concreti di capienza, mobilità e accoglienza, e da tempo si discute di un possibile ampliamento degli impianti per accogliere ancora più spettatori senza snaturare il complesso storico. La direzione del torneo punta inoltre a estendere ulteriormente la durata e i servizi, trasformando la manifestazione in un evento che vive la città ben oltre i confini dei campi da gioco, fra aree espositive, ristorazione e intrattenimento. È la traiettoria classica dei grandi eventi sportivi internazionali, che da semplice competizione diventano destinazione.
Il messaggio che arriva dal record del 2026 è chiaro: Roma vuole stabilmente competere con i tornei più importanti del mondo. E un pubblico che cresce di anno in anno, ormai abituato a fare la fila per un posto sugli spalti del Foro Italico, è la base più solida su cui costruire questa ambizione. Dopo il record del 2026, la domanda non è più se Roma possa giocare nella stessa categoria dei grandi tornei americani, ma quanto in fretta riuscirà a colmare il divario che la separa dalla vetta mondiale.
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