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Bandiere Blu 2026: l'Italia sale a 257 Comuni, la Liguria è regina

La FEE ha presentato il 14 maggio l'elenco dei riconoscimenti per l'estate: 525 spiagge premiate e 14 nuovi ingressi.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Borgo costiero italiano dalle case pastello affacciato sul mare azzurro in una giornata estiva
Borgo costiero italiano dalle case pastello affacciato sul mare azzurro in una giornata estiva

L'estate italiana ha già il suo primo verdetto. Il 14 maggio 2026, nella sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma, la Foundation for Environmental Education (FEE) ha presentato l'elenco delle Bandiere Blu 2026, il riconoscimento internazionale che premia le località balneari con acque eccellenti e una gestione ambientale virtuosa. Quest'anno i Comuni premiati salgono a 257, undici in più rispetto al 2025, confermando un trend di crescita che dura ormai da diversi anni e che fa dell'Italia uno dei Paesi più rappresentati al mondo in questa classifica.

I numeri dell'edizione 2026

Dietro al vessillo azzurro c'è una geografia in continua espansione. Secondo i dati diffusi dalla FEE Italia, i 257 Comuni rivieraschi corrispondono a 525 spiagge premiate, pari a circa l'11,6% delle spiagge insignite della Bandiera Blu in tutto il pianeta. A questi si aggiungono 87 approdi turistici certificati, segno di un'attenzione crescente anche verso la portualità sostenibile. Il bilancio dell'anno registra 14 nuovi ingressi a fronte di sole 3 uscite: un saldo nettamente positivo che racconta lo sforzo di tanti enti locali per migliorare depurazione, raccolta differenziata e servizi.

La Bandiera Blu non è un premio simbolico assegnato una volta per tutte: va riconquistato ogni anno. Per questo l'elenco cambia di stagione in stagione e tornano periodicamente le "retrocessioni", quando una località perde i requisiti necessari. È proprio questa selettività a dare valore al riconoscimento agli occhi dei turisti.

Veduta aerea di una spiaggia italiana con ombrelloni colorati e lettini ordinati lungo la riva
Le spiagge premiate sono salite a 525 in tutta Italia. Credit: Pexels.

La Liguria resta regina, la classifica regionale

Anche nel 2026 è la Liguria a guidare la graduatoria nazionale con 35 località premiate, rafforzata dagli ingressi di Andora e Taggia. Subito dietro si collocano Puglia e Calabria, appaiate a quota 27, mentre Campania, Marche e Toscana condividono il terzo gradino con 20 riconoscimenti ciascuna. La Sardegna sale a 17 grazie all'ingresso di Teulada e la Sicilia raggiunge quota 16 con le novità di Ispica e Lipari, prima isola delle Eolie a ottenere il vessillo. Tra le new entry più chiacchierate c'è anche Rimini, simbolo della riviera romagnola, a conferma che il riconoscimento non riguarda soltanto le piccole baie ma anche le grandi città balneari.

Che cosa significa davvero una Bandiera Blu

Molti pensano che la Bandiera Blu certifichi soltanto la pulizia del mare. In realtà i criteri sono molto più ampi. Il programma, attivo a livello internazionale dal 1987 e gestito dalla FEE, valuta ogni località in base a una trentina di parametri raccolti in quattro grandi aree: qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, educazione e informazione ambientale, servizi e sicurezza. Come ricorda il portale internazionale Blue Flag, per ottenere la bandiera un Comune deve dimostrare di depurare correttamente i propri reflui, di gestire i rifiuti, di garantire accessibilità e assistenza ai bagnanti e di promuovere iniziative di sensibilizzazione ambientale.

La qualità delle acque, in particolare, viene misurata con campionamenti ripetuti nell'arco di più stagioni: non basta un singolo prelievo favorevole. Questo spiega perché il riconoscimento è diventato, di fatto, anche uno strumento di programmazione: nel 2026 il 94% dei Comuni premiati lavora contemporaneamente su tutti e cinque gli obiettivi di sostenibilità indicati dalla fondazione.

Le case colorate di un borgo ligure affacciato sul mare, regione in testa alla classifica delle Bandiere Blu 2026
La Liguria, con 35 località, è ancora la regione più premiata. Credit: Pexels.

Un riconoscimento che pesa sul turismo

Per i Comuni costieri la Bandiera Blu è molto più di un vanto: è un potente richiamo turistico. Le ricerche di settore mostrano che una quota significativa di viaggiatori sceglie la meta balneare anche in base alla presenza del vessillo, percepito come garanzia di servizi e di acque sicure. In una stagione che si annuncia da record per il turismo italiano, con stime che parlano di oltre 140 milioni di arrivi, il riconoscimento diventa un argomento di marketing territoriale tutt'altro che secondario, come sottolineano le cronache di testate nazionali che ogni anno seguono con attenzione la cerimonia.

Non mancano le voci critiche. Alcuni esperti ricordano che la Bandiera Blu valuta tratti di costa specifici e non l'intero litorale di un Comune, e che la qualità dell'acqua dipende anche da fattori stagionali e meteorologici. Per una valutazione completa restano fondamentali i dati ufficiali sulla balneazione pubblicati dalle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente e dal Ministero della Salute. Il consiglio, per chi prepara le vacanze, è di incrociare più fonti.

Resta il fatto che il numero record di quest'anno racconta un Paese che, almeno sul fronte della gestione costiera, sta facendo passi avanti. E che la mappa azzurra dell'estate 2026, dalla Liguria alla Sicilia, offre più scelta che mai a chi cerca acque limpide e spiagge ben tenute.

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