Curiosando si impararivista di curiosità

Animali

Colibrì: il torpore notturno che spegne il cuore più veloce del regno animale

Per sopravvivere a un metabolismo da record, ogni notte i colibrì entrano in uno stato simile all'ibernazione: la temperatura crolla, il battito rallenta da 1.200 a 50 al minuto.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Colibrì in volo stazionario mentre si nutre del nettare di un fiore
Colibrì in volo stazionario mentre si nutre del nettare di un fiore

Il colibrì vive perennemente sul filo del rasoio energetico. Ha il metabolismo più veloce di qualsiasi vertebrato a sangue caldo: il suo minuscolo cuore può battere fino a 1.200 volte al minuto, le ali sbattono fino a 50-80 volte al secondo e il volo stazionario, che gli permette di restare immobile davanti a un fiore, consuma quantità di energia enormi rispetto alla sua taglia. Per non morire di fame ogni notte, questo gioiello piumato ha sviluppato una soluzione tanto estrema quanto elegante: il torpore, una sorta di ibernazione quotidiana.

Una vita al limite della fame

I colibrì si nutrono soprattutto di nettare, ricchissimo di zuccheri, integrato da piccoli insetti per le proteine. Devono mangiare quasi di continuo durante il giorno, visitando centinaia di fiori e ingerendo una quantità di cibo che, in proporzione, equivarrebbe per un essere umano a decine di chili al giorno, come illustra anche il Cornell Lab of Ornithology. Bruciano gli zuccheri così in fretta che, secondo le ricerche di fisiologia animale, possono ossidare il nettare appena assunto nel giro di pochi minuti. Ma di notte non possono mangiare: il sole tramonta, i fiori si chiudono, e un animale con quel dispendio energetico non sopravvivrebbe fino all'alba bruciando riserve a ritmo normale.

Colibrì appollaiato su un ramo sottile, con il piumaggio iridescente
A riposo il colibrì appare tranquillo, ma di notte abbassa drasticamente le funzioni vitali per risparmiare energia. Credit: Chait Goli / Pexels.

Il torpore: spegnere il motore

La soluzione è il torpore, uno stato di profonda riduzione delle funzioni vitali. Durante la notte il colibrì lascia crollare la propria temperatura corporea: da circa 40 °C può scendere fino a 18-22 °C, e in alcune specie d'alta quota anche più in basso. Il battito cardiaco precipita da oltre mille a poche decine di pulsazioni al minuto, la respirazione rallenta e il consumo energetico può ridursi anche del 95%. L'animale appare quasi morto, aggrappato a un ramo con le penne arruffate: in realtà sta semplicemente "spegnendo il motore" per non esaurire il carburante. Al mattino, riattivare il corpo richiede tempo ed energia: il colibrì trema e vibra i muscoli per riscaldarsi, tornando operativo nel giro di alcuni minuti.

Un cuore e un respiro al limite

I numeri della fisiologia del colibrì sembrano usciti da un manuale di fantascienza. A riposo il cuore batte già diverse centinaia di volte al minuto; in pieno volo o sotto stress può superare le mille pulsazioni. Anche la respirazione è frenetica, con oltre 250 atti respiratori al minuto, necessari per fornire l'ossigeno che alimenta una combustione interna intensissima. La temperatura corporea normale è altissima, intorno ai 40-42 °C. Mantenere acceso un simile "forno" ha un costo enorme: il colibrì vive costantemente vicino al limite delle proprie riserve, e basta una notte fredda o una giornata di digiuno per metterlo in pericolo. Ecco perché ogni grammo di grasso e ogni minuto di torpore contano.

Campioni d'alta quota

Uno studio pubblicato su Science da un team guidato da Blair Wolf e Andrew McKechnie ha documentato colibrì delle Ande peruviane capaci di abbassare la temperatura corporea fino a circa 3,3 °C, il valore più basso mai misurato in un uccello o in un mammifero non in ibernazione profonda. A quelle quote, dove le notti sono gelide e il nettare scarso, il torpore non è un'opzione ma una necessità di sopravvivenza. La capacità di regolare con precisione la profondità del torpore, in base alle riserve di grasso accumulate, mostra quanto raffinato sia questo meccanismo.

Il prodigio del volo stazionario

Il torpore è solo metà della storia. L'altra metà è il volo. I colibrì sono gli unici uccelli capaci di volare all'indietro e di restare perfettamente immobili nell'aria, grazie a una struttura unica della spalla che permette di ruotare l'ala e generare portanza sia nel battito in avanti sia in quello all'indietro, disegnando un otto. È un volo che richiede muscoli pettorali enormi (fino al 30% del peso corporeo) e un cuore proporzionalmente gigantesco. Per alimentarlo, alcune specie compiono migrazioni straordinarie: il colibrì golarubino attraversa il Golfo del Messico in un volo ininterrotto di centinaia di chilometri sopra il mare, bruciando quasi tutto il grasso accumulato.

Anche i colori dei colibrì sono un capolavoro fisico. Le tonalità metalliche e cangianti del piumaggio non derivano da pigmenti, ma dalla colorazione strutturale: microscopiche piastrine nelle penne scompongono e riflettono la luce a seconda dell'angolo, generando rossi, verdi e blu iridescenti che cambiano col movimento. È lo stesso principio delle bolle di sapone o delle ali di farfalla. Per questo un colibrì può apparire spento e poi accendersi all'improvviso, quando gira la testa e cattura la luce: un segnale prezioso nei rituali di corteggiamento.

Piccoli, ma giganti dell'evoluzione

Esistono oltre 350 specie di colibrì, tutte nelle Americhe. La più piccola, il colibrì di Elena di Cuba, pesa appena 2 grammi: è l'uccello più piccolo del mondo. Eppure questi animali minuscoli hanno spinto la fisiologia a estremi che affascinano gli scienziati: studiare come il loro cuore regge ritmi simili, come metabolizzano lo zucchero senza danni e come entrano ed escono dal torpore può offrire indizi preziosi anche per la ricerca medica umana, dalla cardiologia agli studi sull'ibernazione indotta. Come ricorda la letteratura zoologica sui Trochilidi, il colibrì è la prova vivente che, in natura, anche i corpi più piccoli possono nascondere le soluzioni più ingegnose. Dietro la sua leggerezza scintillante si cela uno dei più sofisticati equilibri energetici dell'intero regno animale.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te