Corpo Umano
Starnuto da sole: perché un italiano su quattro starnutisce uscendo alla luce
Il riflesso fotico dello starnuto, noto come sindrome ACHOO, è ereditario e colpisce dal 18 al 35% delle persone. Lo notò già Aristotele, ma la genetica lo ha spiegato solo nel 2010.

Uscite da un cinema buio in una giornata di sole, oppure alzate lo sguardo verso un cielo luminoso, e all'improvviso... etciù! Se vi capita, non siete soli: tra il 18 e il 35% delle persone starnutisce quando passa bruscamente dall'ombra a una luce intensa. È il riflesso fotico dello starnuto, ribattezzato con un acronimo scherzoso ma scientifico: sindrome ACHOO. Un fenomeno curioso, del tutto innocuo, ma che ha tenuto perplessi i medici per oltre duemila anni.
Un mistero antico quanto la filosofia
A notarlo per primo fu, a quanto pare, Aristotele, che nei suoi Problemi si chiedeva perché il calore del sole sul naso provocasse lo starnuto. Molti secoli dopo, il filosofo inglese Francis Bacon fece un'osservazione acuta: provò a chiudere gli occhi e a esporsi al sole, e lo starnuto non arrivava. Dedusse che non era il calore a scatenarlo, ma la luce che colpiva gli occhi. Aveva ragione in pieno, ma la spiegazione del perché sarebbe arrivata solo in epoca moderna.
Un cortocircuito tra nervi
La spiegazione più accreditata è quella del "cortocircuito" nervoso. Quando una luce forte colpisce gli occhi, il nervo ottico invia un segnale che, oltre a far restringere la pupilla, attiverebbe per errore anche il nervo trigemino, responsabile delle sensazioni del viso e dello starnuto. I due nervi corrono vicini, e in alcune persone l'impulso "sborderebbe" da una via all'altra, scambiando il bagliore improvviso per un'irritazione nasale. Il cervello, ricevuto il segnale, ordina lo starnuto. È una sorta di interferenza tra cavi elettrici troppo ravvicinati, anche se i dettagli esatti del meccanismo sono ancora oggetto di studio.
Tutto in famiglia: la genetica
La caratteristica più interessante è che il riflesso fotico è ereditario, trasmesso come carattere autosomico dominante: chi ha un genitore "starnutatore da sole" ha circa il 50% di probabilità di esserlo a sua volta. Non a caso il fenomeno è chiamato anche, in inglese, ACHOO, sigla di "Autosomal Dominant Compelling Helio-Ophthalmic Outburst". Nel 2010, uno studio pubblicato su PLoS Genetics dalla società di genetica 23andMe, analizzando i dati di migliaia di persone, identificò una variante genetica sul cromosoma 2 (il marcatore rs10427255) fortemente associata alla tendenza a starnutire alla luce. Era la prova che dietro questo bizzarro riflesso ci sono basi genetiche concrete.
Innocuo, ma non sempre
Nella stragrande maggioranza dei casi la sindrome ACHOO è del tutto benigna: al massimo una sequenza di due o tre starnuti e poi passa. Tuttavia, in situazioni particolari potrebbe avere un piccolo impatto sulla sicurezza. È stata discussa, ad esempio, la possibilità che un pilota di aereo o di caccia possa starnutire involontariamente uscendo da una nuvola verso il sole, o che un automobilista lo faccia all'uscita di una galleria. Per questo alcuni esperti suggeriscono ai soggetti predisposti di indossare occhiali da sole nelle transizioni di luce più brusche, una precauzione semplice ed efficace.
Quanti starnuti, e perché varia
Il numero di starnuti scatenati dalla luce varia molto da persona a persona: c'è chi ne fa uno solo e chi arriva a una raffica di dieci o più. Anche l'intensità di luce necessaria cambia: per alcuni basta un cielo coperto ma luminoso, per altri serve il sole diretto. Conta soprattutto il contrasto, cioè il passaggio improvviso dal buio alla luce: è la rapidità del cambiamento, più che la luminosità assoluta, a innescare il riflesso. Questa variabilità individuale è uno dei motivi per cui il fenomeno è stato a lungo difficile da studiare in modo sistematico, prima che le grandi banche dati genetiche permettessero analisi su decine di migliaia di persone.
Lo starnuto, riflesso pieno di sorprese
Il riflesso fotico non è l'unico modo bizzarro in cui può scattare uno starnuto. Alcune persone starnutiscono dopo un pasto particolarmente abbondante (un fenomeno chiamato snatiation), altre quando si depilano le sopracciglia, segno ancora una volta del coinvolgimento del nervo trigemino. Lo starnuto in sé è un riflesso protettivo potentissimo: espelle aria a velocità elevatissima per liberare le vie respiratorie da irritanti e agenti patogeni. Il fatto che possa essere attivato anche dalla luce mostra quanto le vie nervose del nostro volto siano intrecciate, e quanto facilmente un segnale destinato a un senso possa "contagiarne" un altro.
Perché esiste un riflesso così strano?
Resta aperta la domanda evolutiva: a cosa serve starnutire alla luce? Non esiste una risposta certa. Potrebbe non avere alcuna funzione adattativa e essere semplicemente un effetto collaterale del modo in cui i nostri nervi cranici sono "cablati", senza vantaggi né svantaggi rilevanti per la sopravvivenza. Alcuni hanno ipotizzato che, in passato, lo starnuto potesse aiutare a liberare le vie nasali quando si usciva all'aperto. Quale che sia l'origine, il riflesso fotico dello starnuto resta un promemoria affascinante di quanto il corpo umano sia pieno di piccole stranezze. Come ricorda la descrizione del fenomeno, è uno dei pochi tratti che, con un semplice raggio di sole, possiamo scoprire di condividere o meno con i nostri familiari: provate a chiederlo a tavola, e scoprirete chi ha ereditato lo stesso "cortocircuito" luminoso.
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