Curiosità
DB Cooper, 24 novembre 1971: 200.000 dollari, un paracadute e il dirottatore che nessuno ha mai trovato
Salì sul volo Northwest Orient 305 da Portland a Seattle, ottenne il riscatto e si gettò nel buio del Pacifico nord-ovest. L'FBI ha chiuso ufficialmente il caso solo nel 2016

Il 24 novembre 1971, vigilia del Ringraziamento, all'aeroporto internazionale di Portland (Oregon), un uomo dall'aspetto comune si presentò al banco della Northwest Orient e comprò un biglietto di sola andata per Seattle. Si registrò come Dan Cooper, indossava un completo scuro con cravatta nera, occhiali da sole, portava una piccola valigetta nera e un sacchetto di carta marrone. A causa di un errore di trascrizione su un primo dispaccio dell'agenzia stampa UPI, il giorno dopo i giornali lo chiamarono D.B. Cooper. Quel nome è rimasto. Quello vero non l'ha mai saputo nessuno.
Il volo Northwest Orient 305
Il volo era un Boeing 727-100 (marcatura FAA N467US), con destinazione Seattle-Tacoma. A bordo c'erano 36 passeggeri e 6 membri d'equipaggio. Cooper occupava il posto 18C, in coda. Poco dopo il decollo, attorno alle 14:50 ora locale, consegnò un biglietto alla hostess Florence Schaffner: nella valigetta — diceva il biglietto — c'era una bomba. Aprì la borsa lasciando intravedere un grappolo di bastoncini rossi simili a dinamite, fili e una batteria.
Le sue richieste, dettate con calma a Schaffner, erano specifiche: 200.000 dollari in banconote da 20 (l'equivalente di circa 1,6 milioni di dollari del 2025), quattro paracadute — due dorsali e due ventrali — e un camion di rifornimento già pronto quando l'aereo fosse atterrato. La scheda ufficiale dell'FBI ricostruisce ogni passaggio della trattativa.

A Seattle
L'aereo girò in pista per due ore prima di atterrare, mentre il pilota Bill Scott e la torre coordinavano la consegna del riscatto. Il denaro arrivò a Sea-Tac in un sacco grigio: erano 10.000 banconote da 20 dollari, ognuna con il numero di serie inizio L, della Federal Reserve di San Francisco. Anche i paracadute arrivarono in tempo. Cooper liberò i 36 passeggeri e due assistenti di volo. Restarono a bordo solo il comandante William Scott, il copilota Bill Rataczak, l'ingegnere di volo Harold Anderson e la hostess Tina Mucklow.
Le istruzioni successive: ripartire per il Messico, volando lentamente a 10.000 piedi (3.000 metri), con i carrelli abbassati e i flap a 15 gradi. Cooper voleva che l'aereo procedesse a una velocità minima e a bassa quota, esattamente le condizioni adatte a un lancio. Specificò inoltre che la scala posteriore del 727 — una rampa retrattile sotto la fusoliera, presente solo su quel modello — restasse abbassata in volo.
Il salto
L'aereo decollò alle 19:40, in direzione sud-est verso Reno. Pioveva, c'erano nubi sotto i 2.000 metri, temperatura esterna -7 °C, vento di 32 km/h. Alle 20:13, mentre sorvolavano l'area boscosa di Ariel, a sud-ovest dello Stato di Washington, una luce sul pannello di controllo della cabina indicò che la scala posteriore era stata utilizzata. L'aereo, leggero in coda, beccheggiò leggermente. Quando atterrò a Reno alle 22:15, Cooper non c'era più. Il sacco con i 200.000 dollari neppure. Due paracadute mancavano.
Cooper aveva calcolato male un dettaglio: uno dei paracadute che gli erano stati consegnati era un modello da addestramento, cucito chiuso. La cosa fece dubitare gli investigatori che fosse davvero un paracadutista esperto, perché un professionista lo avrebbe notato. Tutto il resto, però, era coerente con conoscenze tecniche specifiche: i 727 con scala posteriore erano gli unici jet di linea da cui si potesse uscire in volo senza problemi.
Le ricerche
L'FBI aprì un'inchiesta chiamata NORJAK (Northwest Hijacking) che divenne la più lunga della storia dell'agenzia. Nelle settimane successive, militari e civili setacciarono migliaia di chilometri quadrati di foreste della Catena delle Cascate. Cercarono il corpo, il paracadute, la valigetta. Non trovarono nulla.
L'unica conferma fisica dell'esistenza di Cooper arrivò nel febbraio 1980, quando un bambino di otto anni, Brian Ingram, mentre giocava sulla sabbia del Columbia River a Tena Bar (nello Stato di Washington), trovò 5.880 dollari in banconote da 20 in decomposizione. I numeri di serie corrispondevano a quelli del riscatto. Erano ancora avvolti in tre mazzette legate con elastici di gomma. Come fossero finiti lì — trasportate dall'acqua, sotterrate, abbandonate dal dirottatore stesso — è uno dei sotto-misteri irrisolti del caso.

I sospettati
Negli oltre quarant'anni di indagini, l'FBI ha valutato più di 800 sospettati. Tra i nomi più discussi: Richard McCoy Jr., un ex pilota dell'esercito che nell'aprile 1972 compì un dirottamento quasi identico (catturato dopo cinque mesi); Robert Rackstraw, ex paracadutista militare con un passato criminale, indagato dal documentarista Tom Colbert; Kenneth Christiansen, ex sergente della Northwest Orient morto nel 1994, sospettato dalla famiglia per una serie di indizi indiretti; e Lynn Doyle Cooper, il cui nome L.D. Cooper è stato segnalato da una nipote che gli attribuiva confessioni in famiglia. Nessuno di questi è mai stato confermato dall'analisi del DNA sui campioni rimasti sulla cravatta lasciata in aereo. La scheda dell'Enciclopedia Britannica ne elenca i principali.
Nel luglio 2016, dopo quasi 45 anni, l'FBI ha chiuso ufficialmente il caso, archiviando le risorse impegnate per dedicarsi a indagini più recenti. Un comunicato dell'agenzia annunciava: 'Nessuna nuova prova sostanziale è emersa che possa portare all'identificazione del dirottatore.'
Una leggenda americana
L'inchiesta resta aperta nel folklore. La cittadina di Ariel, dove l'uomo sembra essersi lanciato, organizza ogni anno la DB Cooper Days, con birra, costumi e premio al miglior identikit. Una retrospettiva dello Smithsonian Magazine sottolinea il fascino di un crimine commesso senza ferire nessuno e risolto da nessuno, come una versione americana del Bandito del lago Mead. Cooper è l'unico dirottatore aereo statunitense non catturato. Ed è anche, statisticamente, l'unico che non ha mai usato quei 200.000 dollari — perché nessuna banconota con quei numeri di serie è mai entrata di nuovo in circolazione.
Se sia sopravvissuto al salto, in una notte tempestosa, su una zona di foreste boscose e canyon ripidi, indossando solo un completo da città e mocassini, la statistica suggerisce di no. Eppure mancano un corpo, un paracadute, una bomba. Cinquantaquattro anni dopo, il volo 305 è ancora ufficialmente not solved.
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