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La stanza più silenziosa del mondo: il silenzio che diventa assordante

Nelle camere anecoiche il rumore scende sotto la soglia dell'udito: dentro si sente il proprio cuore e il sangue scorrere.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Interno di una camera anecoica con cunei fonoassorbenti a piramide
Interno di una camera anecoica con cunei fonoassorbenti a piramide

C'è un luogo, in una stanza blindata vicino a Seattle, in cui il rumore di fondo scende a livelli così bassi da essere negativi rispetto alla soglia dell'udito umano. È la stanza più silenziosa del mondo, una camera anecoica, e restarci dentro a lungo è un'esperienza che pochi reggono: in assenza di qualsiasi suono esterno, si comincia a sentire il proprio cuore, il sangue che scorre, persino il sibilo del sistema nervoso. Il silenzio assoluto, paradossalmente, è assordante.

Che cos'è una camera anecoica

"Anecoico" significa "senza eco". Una camera anecoica è una stanza progettata per assorbire completamente le onde sonore, eliminando qualsiasi riflessione. Le pareti, il soffitto e spesso anche il pavimento sono ricoperti da migliaia di cunei di materiale fonoassorbente, di solito fibra di vetro, disposti a piramide. Quando un'onda sonora colpisce questi cunei, viene intrappolata tra le superfici inclinate e dissipata in calore, invece di rimbalzare indietro. Il risultato è una stanza in cui il suono "muore" appena prodotto, senza riverbero.

Spesso queste camere sono anche isolate dall'esterno: poggiano su molle o ammortizzatori e sono racchiuse in spesse pareti, così da bloccare le vibrazioni del traffico, degli impianti e del terreno. Come spiega la descrizione tecnica del dispositivo, ne esistono di due tipi principali: quelle acustiche, per il suono, e quelle per le onde radio, usate nei test elettromagnetici.

Interno di una camera anecoica con i caratteristici cunei fonoassorbenti
L'interno di una camera anecoica: i cunei assorbono il suono impedendo ogni riflessione. Credit: Wikimedia Commons.

Quanto è silenziosa la stanza più silenziosa

Per misurare il suono si usano i decibel (dB). Lo zero della scala, 0 dB, corrisponde convenzionalmente alla soglia dell'udito umano, il suono più debole che un orecchio sano riesce a percepire. Una conversazione tranquilla è intorno ai 60 dB, una stanza silenziosa di notte si aggira sui 30 dB. In una camera anecoica di alto livello il rumore di fondo può scendere sotto lo zero, in territorio negativo, perché la stanza è più quieta di quanto il nostro orecchio possa anche solo cogliere.

Il record ufficiale appartiene alla camera anecoica costruita da Microsoft nei suoi laboratori di Redmond, riconosciuta dal Guinness World Records come il luogo più silenzioso del mondo, con un livello di rumore di fondo misurato a circa −20,6 decibel pesati. Prima di allora il primato era detenuto dai laboratori Orfield Laboratories di Minneapolis, dove le visite hanno alimentato la leggenda secondo cui nessuno riuscirebbe a restare dentro più di pochi minuti al buio.

Perché il silenzio totale ci disorienta

Quando l'ambiente è davvero muto, il cervello non smette di cercare suoni: semplicemente, comincia a percepire quelli che di solito sono coperti dal rumore di fondo. Molte persone riferiscono di sentire il battito del proprio cuore, il fruscio del respiro, lo scrosciare del sangue nelle orecchie e, in alcuni casi, un ronzio acuto e continuo. Quest'ultimo è spesso una forma lieve di tinnito, l'"acufene", che normalmente non notiamo perché mascherato dai rumori quotidiani.

C'è anche un effetto sull'equilibrio. Senza i normali riferimenti acustici dello spazio attorno a noi — l'eco di una stanza ci dice inconsciamente quanto è grande e dove sono le pareti — alcune persone si sentono disorientate o instabili, soprattutto al buio. Non è un malessere fisico vero e proprio, ma la spia di quanto il nostro cervello usi continuamente il suono, senza che ce ne accorgiamo, per costruire la mappa dell'ambiente.

Una persona seduta all'interno di una camera anecoica ai Bell Labs
Una persona nella camera anecoica dei Bell Labs: senza eco si percepiscono i suoni del proprio corpo. Credit: Wikimedia Commons.

A cosa servono davvero

Al di là della curiosità, le camere anecoiche sono strumenti di lavoro fondamentali. Servono a misurare con precisione quanto rumore produce un oggetto — il ronzio di un frigorifero, il fruscio di una ventola di computer, il suono di una tastiera — senza interferenze dall'ambiente. Le aziende le usano per rendere i prodotti più silenziosi, gli ingegneri del suono per calibrare microfoni e altoparlanti, i ricercatori per studiare l'udito. Le versioni per onde radio, invece, permettono di testare antenne, smartphone e satelliti in un ambiente "pulito" da disturbi elettromagnetici.

C'è qualcosa di profondo nell'idea che la stanza più silenziosa del pianeta non offra pace, ma una specie di confronto inevitabile con i suoni del proprio corpo. Mentre fenomeni come l'eruzione del Krakatoa nel 1883 ci ricordano fino a che punto possa spingersi il suono più forte mai documentato, la camera anecoica ci mostra l'estremo opposto: un silenzio così completo che, alla fine, l'unica cosa che resta da ascoltare siamo noi stessi.

Il rumore, la salute e il valore del silenzio

Le camere anecoiche ci mettono di fronte a un estremo che nella vita quotidiana non sperimentiamo mai: l'assenza totale di suono. All'opposto, gran parte del pianeta vive immersa in livelli di rumore crescenti, e questo ha conseguenze concrete sulla salute. L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera l'inquinamento acustico un rischio ambientale rilevante: l'esposizione prolungata al rumore del traffico, degli aeroporti e delle attività industriali è associata a disturbi del sonno, stress, ipertensione e problemi cardiovascolari. Il silenzio, da questo punto di vista, non è un lusso ma un bene per la salute.

Proprio per questo le camere anecoiche, oltre agli usi industriali, sono strumenti di ricerca importanti: permettono di misurare con precisione quanto rumore produce un oggetto e di progettare prodotti più silenziosi, dagli elettrodomestici alle automobili elettriche. Aiutano inoltre a studiare l'udito umano e i meccanismi della percezione sonora in condizioni controllate.

C'è infine una dimensione quasi filosofica. L'esperienza di chi entra nella stanza più silenziosa del mondo — sentire il proprio cuore, il respiro, il fruscio del sangue — ricorda quanto raramente, nelle nostre vite, facciamo davvero esperienza del silenzio. Molte tradizioni contemplative attribuiscono al silenzio un valore profondo, e la ricerca conferma che ritagliarsi momenti di quiete fa bene alla mente. La camera anecoica, nata come strumento tecnico, finisce così per insegnarci qualcosa di inatteso: il silenzio assoluto non è vuoto, ma è pieno dei suoni che di solito non riusciamo ad ascoltare, a partire da quelli del nostro stesso corpo.

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