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Legge di Stigler: il nome sbagliato di ogni scoperta scientifica

Perche teoremi, comete e numeri portano quasi sempre il nome di chi non li ha scoperti

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
La tavoletta babilonese Plimpton 322, che mostra terne pitagoriche mille anni prima di Pitagora
La tavoletta babilonese Plimpton 322, che mostra terne pitagoriche mille anni prima di Pitagora

Esiste una legge curiosa, formulata con elegante ironia, secondo cui nessuna scoperta scientifica porta il nome di chi l'ha fatta davvero. Si chiama legge di Stigler dell'eponimia, dal nome dello statistico statunitense Stephen Stigler, che la enuncio nel 1980 in un saggio dedicato al sociologo Robert K. Merton. Il colpo di genio sta nel finale: Stigler attribui la propria legge proprio a Merton, autodimostrandola. Se la legge e vera, allora nemmeno la legge di Stigler e di Stigler. Dietro questo paradosso si nasconde un fenomeno serio e ben documentato che riguarda il modo in cui la scienza ricorda i propri protagonisti.

Una legge che si dimostra da sola

Il saggio Stigler's Law of Eponymy comparve nel 1980 nelle Transactions of the New York Academy of Sciences, all'interno di un volume in onore di Robert K. Merton. Stigler riconobbe esplicitamente che l'idea non era sua: era stato Merton, anni prima, a descrivere come i meccanismi sociali della scienza assegnino il merito non sempre a chi lo meriterebbe. Attribuendo la legge a Merton, Stigler ottenne un doppio risultato: rese omaggio al maestro e fornie la prova vivente della tesi. Il nome, in scienza, segue regole sociali piu che storiche: si attacca a chi ha la visibilita, l'autorita o la rete giusta, non necessariamente a chi e arrivato per primo.

Non si tratta di un gioco di parole fine a se stesso. La storia della scienza e disseminata di etichette fuorvianti, e una volta che un nome si fissa nei manuali diventa quasi impossibile correggerlo. Vediamo alcuni esempi tra i piu solidi.

Pitagora, gli 'arabi' e i triangoli viaggiatori

Il caso piu celebre e il teorema di Pitagora. Una tavoletta babilonese di argilla nota come Plimpton 322, conservata alla Columbia University e datata grosso modo tra il 1800 e il 1600 a.C., elenca terne di numeri interi che corrispondono ai cosiddetti terne pitagoriche. Il reperto mostra che gli scribi mesopotamici padroneggiavano la relazione tra i lati del triangolo rettangolo piu di mille anni prima della nascita di Pitagora, il filosofo greco a cui il teorema deve il nome.

Illustrazione cinese del triangolo aritmetico nell'opera di Zhu Shijie del 1303
Il "triangolo di Pascal" in una stampa cinese del matematico Zhu Shijie (1303), che lo attribuisce gia a Yang Hui. Credito: Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Stessa sorte per i numeri che chiamiamo arabi: il sistema decimale posizionale con lo zero nacque in India tra il V e il VII secolo, e furono i matematici di lingua araba a trasmetterlo all'Europa, da cui l'etichetta. Anche il triangolo di Pascal e un eponimo discutibile: la stessa disposizione dei coefficienti binomiali era nota in Cina al matematico Yang Hui nel XIII secolo, e in Persia a Omar Khayyam ancora prima, ben prima che Blaise Pascal vi dedicasse il suo trattato nel Seicento.

La cometa di Halley e la legge di Benford

Edmond Halley non scopri la cometa che porta il suo nome: ne calcolo la periodicita e ne previde correttamente il ritorno per il 1758. La cometa, pero, era stata osservata e annotata da astronomi cinesi, babilonesi ed europei almeno dal 240 a.C. Halley merita il riconoscimento per l'intuizione scientifica, non per la prima osservazione, ma il nome suggerisce ben altro.

Ancora piu emblematica e la legge di Benford, che descrive la frequenza con cui le cifre da 1 a 9 compaiono come prima cifra in molti insiemi di dati reali: l'1 apre circa il 30 per cento dei numeri, il 9 meno del 5 per cento. La regola prende il nome dal fisico Frank Benford, che la ripropose nel 1938. Ma era stata enunciata gia nel 1881 dall'astronomo Simon Newcomb, che aveva notato come le prime pagine delle tavole logaritmiche, quelle dei numeri che iniziano per 1, fossero piu consumate delle altre. La legge di Benford, dunque, e doppiamente un caso da manuale di legge di Stigler.

Ritratto fotografico dell'astronomo Simon Newcomb
Simon Newcomb formulo nel 1881 la legge sulla prima cifra, oggi nota come legge di Benford. Credito: Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Effetto Matthew ed effetto Matilda

Perche la storia sbaglia cosi spesso bersaglio? La risposta sta in due meccanismi descritti dalla sociologia della scienza. Il primo e l'effetto Matthew, coniato da Robert K. Merton nel 1968: gli scienziati gia famosi ricevono credito sproporzionato rispetto ai colleghi meno noti, perche il riconoscimento tende ad accumularsi su chi e gia visibile. Il nome viene dal Vangelo di Matteo: a chi ha, sara dato. Cosi una scoperta tende a essere ricordata col nome dell'autore piu celebre coinvolto, non del primo.

Il secondo meccanismo aggrava il primo lungo le linee di genere. E l'effetto Matilda, formulato dalla storica Margaret W. Rossiter nel 1993 in onore della suffragista Matilda Joslyn Gage: il contributo delle donne alla scienza viene sistematicamente attribuito a colleghi uomini o semplicemente ignorato. I casi sono numerosi e celebri, da Rosalind Franklin e la struttura del DNA a Lise Meitner e la fissione nucleare, da Jocelyn Bell Burnell e le pulsar a Nettie Stevens e i cromosomi sessuali. Se la legge di Stigler descrive un errore di memoria, l'effetto Matilda mostra che quell'errore non e casuale: colpisce con piu forza chi era gia ai margini.

Cosa ci insegna la legge di Stigler

La legge di Stigler non e una norma rigida da prendere alla lettera: esistono scoperte correttamente attribuite. E pero un invito alla cautela. Gli eponimi sono comodi, ma raccontano la storia della scienza come una sequenza di geni isolati, quando la realta e fatta di catene di precursori, riscoperte indipendenti e contributi cancellati. La prossima volta che incontrate un teorema o una legge con un nome proprio, vale la pena chiedersi chi ci fosse arrivato prima. Spesso la risposta e sorprendente, e quasi sempre piu giusta di quella stampata sui libri.

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