Curiosità
Saltstraumen: la corrente di marea più potente del mondo passa ogni sei ore davanti a Bodø
400 milioni di metri cubi di acqua a 37 km/h in uno stretto largo 150 metri: i mulinelli norvegesi che superano per intensità il Maelstrom di Poe

L'immagine classica del maelstrom arriva da un racconto di Edgar Allan Poe ambientato al largo delle isole Lofoten: un imbuto d'acqua che inghiotte navi e marinai. Quel racconto, A Descent into the Maelström (1841), si rifaceva al Moskstraumen, un sistema di correnti effettivamente esistente al sud delle Lofoten. Ma il vero recordman delle correnti di marea sul pianeta non è il Moskstraumen né il Corryvreckan scozzese: è una stretta gola di mare in Norvegia, vicina a Bodø, che si chiama Saltstraumen. E lo si può raggiungere in autobus.
Geografia di un imbuto naturale
Saltstraumen è uno stretto di mare lungo circa 3 chilometri e largo 150 metri, situato nel comune di Bodø, contea di Nordland, a poco più di 60 km a sud del Circolo Polare Artico. Collega lo Skjerstadfjorden, un vasto fiordo interno di 18 chilometri di lunghezza, con la baia esterna del Saltfjorden, e di lì al mare aperto. Il dislivello fra il fiordo interno e il mare aperto durante l'oscillazione di marea può arrivare a un metro. Sembra poco, ma applicato all'intero volume del fiordo significa che 400 milioni di metri cubi di acqua devono passare attraverso quei 150 metri di stretto ogni sei ore. La scheda dell'ente turistico regionale Visit Bodø fornisce i numeri ufficiali.
Il risultato è una corrente che raggiunge i 22 nodi, pari a circa 37-41 km/h. Per dare un riferimento: la corrente del Gulf Stream ha valori medi di 4-5 nodi; un buon nuotatore agonista in piscina non supera i 4 nodi. Il Saltstraumen è una vera autostrada d'acqua, sufficientemente potente da generare vortici stabili larghi fino a 10 metri di diametro e profondi 5 metri.

La fisica dei mulinelli
I vortici che si formano sopra il Saltstraumen non sono casuali. Quando il flusso entra nel canale, la differenza di velocità fra la parte centrale e i bordi (più lenti perché frenati dall'attrito con le pareti rocciose) genera una rotazione. Se il flusso è abbastanza energico, il vortice diventa stabile per minuti, prima di essere distrutto dalla turbolenza o di migrare a valle. La spiegazione idrodinamica è standard nei manuali di fluidodinamica: una simulazione tridimensionale pubblicata sul Journal of Geophysical Research ha riprodotto il pattern dei mulinelli incrociando dati batimetrici e maree reali, mostrando che i vortici principali nascono in due punti precisi dello stretto, ai due lati di un piccolo isolotto sommerso.
I residenti norvegesi distinguono quattro fasi giornaliere: marea entrante (in norvegese innstrøm), pausa di marea (stilleflod), marea uscente (utstrøm) e pausa di bassa. Le pause durano solo 15-20 minuti, durante i quali l'acqua è quasi ferma; per il resto del tempo la corrente non si arresta. La sincronizzazione esatta è prevedibile da almanacchi pubblicati dall'Istituto cartografico norvegese Kartverket, che mette online le tabelle delle maree.
Quando è più forte
La forza della corrente non è costante nei giorni dell'anno: dipende dalla differenza tra alta e bassa marea, che a sua volta dipende dalle fasi lunari. Nelle maree di sigizia — quando Sole e Luna sono allineati e le forze gravitazionali si sommano — l'oscillazione di marea raggiunge il massimo e la corrente esplode. Nei giorni di luna nuova o piena, i 22 nodi si toccano davvero; negli altri giorni il flusso si ferma intorno a 16-18 nodi. Una scheda di VisitNorway raccomanda esplicitamente di consultare il calendario delle maree per pianificare la visita.

Una storia umana di 10.000 anni
L'archeologia ha mostrato che il Saltstraumen non era ignorato dagli umani della preistoria. Sulle alture vicine sono stati trovati resti di un insediamento di cacciatori-raccoglitori datato a circa 10.000 anni fa, quando il bordo dell'ultima calotta glaciale si stava ritirando. Quei cacciatori si erano stabiliti lì proprio per la corrente: le acque agitate dello stretto sono ricchissime di plancton e ossigeno, e attirano una concentrazione eccezionale di pesce. Merluzzi, halibut, sebasti e sgombri si trovano ancora oggi in quantità impressionanti, tanto che il Saltstraumen è una destinazione di pesca sportiva internazionale.
Una rassegna ittiologica pubblicata dalla Direzione norvegese delle ricerche marine (Havforskningsinstituttet) ha documentato concentrazioni di larve di pesce due-tre volte superiori a quelle delle acque circostanti, grazie all'effetto di rimescolamento verticale prodotto dalla corrente.
Il ponte e la sicurezza
Nel 1978 è stato completato il Saltstraumbrua, un ponte a campata unica di 768 metri che attraversa lo stretto a 41 metri sopra il livello del mare. Da quel momento il Saltstraumen è uno dei pochi maelstrom al mondo che si può osservare comodamente, a piedi o in bici, senza salire su una barca. La leggenda nera dei vortici norvegesi resta nella tradizione orale: piccole imbarcazioni continuano a perdersi se navigano contro corrente con motori insufficienti. La Direzione marittima norvegese raccomanda traversate solo durante le pause di marea, anche per i pescatori esperti.
Edgar Allan Poe immaginava il maelstrom come una porta verso l'abisso. La fisica moderna ce ne dà una versione meno romantica ma più sorprendente: una macchina perfetta, sincronizzata dalla Luna e dal Sole, che ogni sei ore svuota e riempie 18 km di fiordo. Il vortice esiste davvero. Si può vedere. Si chiama Saltstraumen.
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