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Hokusai a Palazzo Bonaparte: La grande onda e il Monte Fuji in mostra a Roma
Oltre 200 opere del maestro giapponese dell'ukiyo-e dal Museo Nazionale di Cracovia, per i 160 anni delle relazioni Italia-Giappone.

C'è un'onda che tutti abbiamo visto almeno una volta, anche senza saperne il nome: una parete d'acqua azzurra con la cresta che si sbriciola in artigli di schiuma, mentre in lontananza il Monte Fuji sembra minuscolo. È La grande onda di Kanagawa, e il suo autore è Katsushika Hokusai, il maestro giapponese a cui Roma dedica una grande mostra a Palazzo Bonaparte. L'esposizione, intitolata Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese, è aperta al pubblico ed è uno degli appuntamenti culturali più attesi della primavera 2026.
Chi era Hokusai, il "vecchio pazzo per la pittura"
Katsushika Hokusai nacque a Edo, l'odierna Tokyo, nel 1760 e morì nel 1849, attraversando quasi un secolo di storia giapponese. Fu uno dei massimi interpreti dell'ukiyo-e, la "pittura del mondo fluttuante", la tradizione di stampe xilografiche che ritraeva paesaggi, attori del teatro kabuki, cortigiane e scene di vita quotidiana. Hokusai si firmò con oltre trenta pseudonimi diversi nel corso della carriera e amava definirsi gakyojin, il "vecchio pazzo per la pittura": era convinto che solo dopo i settant'anni avesse iniziato a disegnare qualcosa di valore e che, se solo fosse arrivato a centodieci anni, ogni suo punto e ogni sua linea sarebbero diventati vivi. La sua influenza sull'arte europea fu enorme: come ricorda la voce dedicata all'artista sull'Enciclopedia Britannica, le sue stampe colpirono profondamente gli impressionisti francesi e alimentarono la moda del Japonisme di fine Ottocento.
Oltre 200 opere dalla collezione di Cracovia
La mostra romana riunisce oltre 200 opere, in larga parte provenienti dalle raccolte del Museo Nazionale di Cracovia, in Polonia, che custodisce uno dei più importanti nuclei di arte giapponese d'Europa grazie alla collezione del mecenate Feliks Jasieński. Il percorso espositivo segue l'intero arco creativo di Hokusai: dalle opere legate alla tradizione, come le Cinquantatré stazioni del Tokaido, fino ai capolavori della maturità.
Il cuore della mostra è naturalmente la serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji, di cui fanno parte sia La grande onda sia il celebre Fuji rosso (noto anche come Vento del sud, cielo sereno), in cui la montagna sacra si tinge di rosso all'alba. Trova spazio anche la Manga, la raccolta di taccuini con migliaia di schizzi di figure umane, animali, piante e creature fantastiche: un repertorio enciclopedico che ispirò generazioni di artisti e che, non a caso, ha prestato il proprio nome al fumetto giapponese moderno.
Come nasceva una stampa ukiyo-e
Per capire la grandezza di Hokusai bisogna ricordare che opere come La grande onda non erano dipinti, ma stampe prodotte in tirature di migliaia di esemplari, pensate per essere economiche e diffuse tra il pubblico cittadino. Dietro ogni foglio c'era un lavoro corale: l'artista disegnava il soggetto, ma poi un incisore intagliava il disegno su tavolette di legno di ciliegio, una per ciascun colore, e uno stampatore applicava gli inchiostri a mano, sovrapponendo con precisione i diversi blocchi. Il celebre blu intenso dell'onda deve molto al blu di Prussia, un pigmento sintetico importato dall'Europa che proprio in quegli anni rivoluzionò la tavolozza degli stampatori giapponesi. La perfezione del risultato dipendeva quindi dalla collaborazione tra più maestranze, e una serie di successo come le Trentasei vedute poteva contare decine di migliaia di copie vendute.
Un ponte tra Italia e Giappone
La mostra non è un evento isolato: rientra nel programma ufficiale per i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, avviate nel 1866 con il trattato di amicizia e commercio tra il Regno d'Italia e il Giappone dell'era Meiji. È un'occasione per riscoprire quanto la cultura visiva giapponese abbia plasmato il gusto occidentale: dalle tele di Claude Monet alle xilografie di Vincent van Gogh, che copiò e studiò le stampe ukiyo-e, l'eco di Hokusai attraversa tutta l'arte moderna europea.
A curare l'allestimento, ospitato negli spazi seicenteschi di Palazzo Bonaparte affacciati su Piazza Venezia, è la società Arthemisia, che negli ultimi anni ha portato nel palazzo grandi monografiche dedicate a maestri internazionali. Nelle prime settimane di apertura la mostra ha già superato quota 80.000 visitatori, segno di un richiamo che va ben oltre gli appassionati di arte orientale.
Vale la pena ricordare anche il lato umano di questo gigante: Hokusai visse a lungo in ristrettezze economiche, cambiò casa decine di volte e lavorò fino alla fine, affiancato dalla figlia Katsushika Oi, anch'essa pittrice di talento e a lungo dimenticata. La Grande onda, che oggi vale milioni, nacque come stampa popolare alla portata di tutti.
Informazioni pratiche
- Mostra: Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese
- Sede: Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5, Roma
- Date: dal 27 marzo al 29 giugno 2026
- Orari: lunedì-giovedì 9:00-19:30; venerdì, sabato e domenica 9:00-21:00 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)
- Biglietti: intero a partire da 17 euro, ridotto 16 euro, biglietto "open" 19 euro; prenotazione consigliata
- Sito ufficiale: mostrepalazzobonaparte.it
Un consiglio: la serie del Monte Fuji è composta da stampe di piccolo formato e ricche di dettagli. Vale la pena avvicinarsi e prendersi tempo, perché è da vicino che si apprezza la maestria tecnica con cui Hokusai, oltre due secoli fa, fissò sulla carta il movimento dell'acqua e del vento.
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