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Psicologia

L'illusione di controllo: perche crediamo di comandare il caso

Dai biglietti della lotteria di Ellen Langer ai dadi e ai pulsanti finti dell'ascensore: viaggio nel bias che ci fa sentire padroni della fortuna.

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Mano che lancia due dadi su un tavolo verde da gioco
Mano che lancia due dadi su un tavolo verde da gioco

Hai mai premuto con insistenza il pulsante "chiudi porta" dell'ascensore, convinto di accelerare la partenza? Oppure scelto personalmente i numeri della schedina, sentendoti piu "fortunato" che se te li avessero assegnati? Se ti riconosci, hai sperimentato l'illusione di controllo: la tendenza a sovrastimare la nostra capacita di influenzare eventi che, in realta, dipendono interamente dal caso. E uno dei bias cognitivi piu radicati nella mente umana, e ha conseguenze sorprendenti dal tavolo da gioco alle decisioni quotidiane.

Biglietti della lotteria e gratta e vinci disposti su un tavolo
Credit: Pexels

Che cos'e l'illusione di controllo

Il concetto deve la sua fama alla psicologa di Harvard Ellen Langer, che nel 1975 pubblico sul Journal of Personality and Social Psychology l'articolo "The Illusion of Control". Langer la defini come l'aspettativa di una probabilita di successo personale ingiustificatamente piu alta di quanto la probabilita oggettiva permetterebbe. In altre parole: crediamo di poter piegare il caso alla nostra volonta anche quando non c'e alcun margine reale di abilita.

La sua intuizione fu che alcuni elementi tipici delle situazioni di abilita - la scelta, la familiarita con lo stimolo, la competizione e il coinvolgimento attivo - "contaminano" le situazioni di puro caso, facendoci sentire competenti dove la sola cosa che conta e la fortuna.

Gli esperimenti dei biglietti della lotteria

Per dimostrarlo, Langer condusse una serie di sei studi su 631 persone. L'esperimento piu celebre riguarda i biglietti di una lotteria. Ad alcuni partecipanti veniva permesso di scegliere il proprio biglietto; ad altri il biglietto era semplicemente assegnato. Le probabilita di vincita erano ovviamente identiche.

Eppure, quando piu tardi uno sperimentatore chiedeva di ricomprare il biglietto, chi lo aveva scelto pretendeva in media un prezzo molto piu alto - circa quattro dollari contro poco piu di uno - rispetto a chi lo aveva ricevuto passivamente. Il semplice atto di scegliere aveva generato un senso di controllo del tutto immaginario sull'esito di un sorteggio casuale. Puoi leggere il testo originale dello studio in questo PDF dell'articolo del 1975.

Il gesto di scegliere, anche quando non cambia nulla nelle probabilita, basta a farci sentire artefici del nostro destino.

Altri studi di Langer mostrarono effetti analoghi: tagliando le carte contro un avversario goffo e insicuro, i partecipanti scommettevano di piu che contro un avversario sicuro di se, come se l'atteggiamento del rivale potesse influenzare l'estrazione casuale delle carte.

Dadi, scaramanzie e pulsanti finti

L'illusione di controllo si manifesta in una galleria di comportamenti quotidiani. Il piu studiato e l'effetto Henslin, dal nome del sociologo che osservo i giocatori di dadi: per ottenere numeri alti lanciano i dadi con piu forza, per numeri bassi li fanno scivolare con delicatezza. Uno studio sperimentale recente, pubblicato nel 2024 su Addiction Research and Theory, ha confermato il fenomeno su 1.692 partecipanti: in media le persone lanciavano i dadi il 4,1% piu forte quando puntavano sul sei rispetto a quando puntavano sull'uno.

Ritroviamo lo stesso meccanismo nei rituali degli scommettitori: soffiare sui dadi, indossare la maglietta portafortuna, ripetere una sequenza di gesti prima di una giocata. Sono comportamenti che non hanno alcun potere causale sull'esito, ma che restituiscono la sensazione rassicurante di "fare qualcosa".

Il caso piu emblematico e forse il pulsante "chiudi porta" dell'ascensore. Negli Stati Uniti, da quando l'Americans with Disabilities Act impone che le porte restino aperte per almeno tre secondi, la maggior parte di quei pulsanti e disattivata per i passeggeri comuni, come spiega un approfondimento di ScienceAlert. Lo stesso vale per molti pulsanti pedonali degli incroci. Funzionano come placebo button: non chiudono nulla piu in fretta, ma calmano la nostra impazienza dandoci l'illusione di comandare la situazione.

Pannello dei pulsanti di un ascensore con il tasto di chiusura porta
Credit: Pexels

Gioco d'azzardo e decisioni: il lato oscuro

Il legame piu studiato e quello con il gioco d'azzardo patologico. L'illusione di controllo e uno dei pilastri del modello cognitivo del gioco problematico: il giocatore convinto di poter "leggere" la slot machine, di scegliere il momento giusto o la macchina fortunata, continua a puntare proprio perche sopravvaluta la propria influenza su esiti governati dal solo caso. Le slot, le roulette e le lotterie sono spesso progettate per stimolare questa sensazione, attraverso scelte apparenti e quasi-vincite.

Ma il bias non riguarda solo i casino. Si insinua nel processo decisionale: investitori che attribuiscono i guadagni alla propria abilita e le perdite alla sfortuna, manager che credono di poter prevedere mercati imprevedibili, automobilisti che si sentono piu sicuri al volante che da passeggeri solo perche hanno le mani sul volante.

Un'illusione (anche) utile

Sarebbe un errore considerarla soltanto un difetto. La ricerca psicologica suggerisce che una dose moderata di illusione di controllo abbia risvolti adattivi: chi sente di poter incidere sugli eventi tende a essere piu motivato, piu perseverante e meno vulnerabile alla depressione. Curiosamente, alcuni studi hanno osservato che le persone con depressione lieve possono valutare il proprio grado di controllo in modo piu realistico - un fenomeno noto come realismo depressivo. Un pizzico di ottimismo illusorio, insomma, ci aiuta a non arrenderci.

Il problema nasce quando l'illusione diventa eccessiva e ci spinge a rischi insostenibili: puntare cifre che non possiamo permetterci, ignorare i dati, attribuire a noi stessi meriti casuali fino a perdere il contatto con la realta delle probabilita.

Da non confondere con altri bias

L'illusione di controllo va distinta da altri errori cognitivi vicini. Non e la fallacia dello scommettitore, che riguarda la falsa convinzione che eventi passati influenzino i futuri (ad esempio attendersi il rosso alla roulette dopo molti neri): li il problema e la lettura delle sequenze, qui e la sopravvalutazione del proprio potere. Non e nemmeno il bias di conferma, che riguarda il modo in cui selezioniamo le informazioni, ne l'effetto Dunning-Kruger, che descrive la sopravvalutazione delle proprie competenze reali e non del controllo sul caso. L'illusione di controllo ha un confine preciso: sentirsi padroni di cio che, per definizione, padroni non possiamo essere.

Riconoscerla e gia un buon antidoto. La prossima volta che soffierai sui dadi o premerai con rabbia quel pulsante dell'ascensore, ricordati: a volte stiamo solo raccontando a noi stessi una piccola, rassicurante bugia.

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