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Psicologia

Effetto del falso consenso: perche credi che tutti la pensino come te

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Folla numerosa di persone diverse vista dall'alto, simbolo della pluralita di opinioni
Folla numerosa di persone diverse vista dall'alto, simbolo della pluralita di opinioni

L'effetto del falso consenso (in inglese false consensus effect) e uno dei bias cognitivi piu studiati della psicologia sociale: la tendenza sistematica a sovrastimare quanto gli altri condividano le nostre opinioni, preferenze, valori e comportamenti. In pratica, diamo per scontato che la nostra posizione sia quella "normale", la piu diffusa e la piu ragionevole, e che chi la pensa diversamente rappresenti una minoranza un po' bizzarra. E un errore di percezione sociale che incontriamo ogni giorno, dalla politica alle chiacchiere al bar, fino alle bolle dei social network.

Lo studio fondativo: Ross, Greene e House (1977)

Il concetto fu definito e battezzato nel 1977 dai ricercatori statunitensi Lee Ross, David Greene e Pamela House, della Stanford University, nell'articolo "The 'false consensus effect': An egocentric bias in social perception and attribution processes", pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology (vol. 13, pp. 279-301). E uno dei lavori piu citati e influenti della disciplina.

Gli autori condussero quattro esperimenti in cui i partecipanti dovevano prima indicare quale scelta avrebbero fatto in una determinata situazione e poi stimare quale percentuale di persone avrebbe fatto la stessa cosa. Il risultato fu netto: chi compiva una scelta tendeva a considerarla piu comune e a stimare che la maggioranza avrebbe agito come lui, mentre chi compiva la scelta opposta riteneva quella la piu diffusa. In sostanza, ognuno proiettava sugli altri la propria decisione.

Il celebre esperimento del cartello "Eat at Joe's"

L'esperimento piu famoso e quello del cartello pubblicitario. I ricercatori chiesero ad alcuni studenti universitari se fossero disposti a girare per il campus per circa mezz'ora indossando un grande cartello con la scritta "Eat at Joe's" ("Mangia da Joe's"), un messaggio piuttosto imbarazzante. Dopo aver accettato o rifiutato, ogni studente doveva stimare quanti altri coetanei, secondo lui, avrebbero fatto la stessa scelta.

Il dato e illuminante: chi accettava di indossare il cartello stimava che circa il 62% degli altri studenti avrebbe fatto altrettanto; chi rifiutava, invece, riteneva che solo il 33% circa avrebbe accettato. Due gruppi davanti alla stessa identica situazione arrivavano a stime opposte sulla "maggioranza": la prova che ciascuno usa la propria scelta come metro per giudicare il mondo. Non solo: i partecipanti tendevano a formulare giudizi piu estremi sulla personalita di chi sceglieva diversamente.

"Gli osservatori sociali tendono a percepire un 'falso consenso' rispetto alla relativa frequenza delle proprie risposte." - Ross, Greene & House, 1977

Perche cadiamo nel falso consenso: le cause

Non esiste una sola spiegazione. La ricerca, riassunta tra l'altro nella voce enciclopedica di Wikipedia sul false consensus effect, individua diversi meccanismi che agiscono insieme:

  • Esposizione selettiva. Tendiamo a circondarci di persone simili a noi: amici, familiari e colleghi che spesso condividono i nostri gusti e le nostre idee. Questo campione ristretto e poco rappresentativo ci fa credere che le nostre posizioni siano molto piu diffuse di quanto siano realmente.
  • Euristica della disponibilita. Le opinioni che ci sono piu familiari vengono in mente con facilita, e cio che e mentalmente "disponibile" ci appare automaticamente piu frequente nella realta.
  • Motivazione a validare il proprio se. Credere che gli altri la pensino come noi rassicura e rafforza l'autostima: e il cosiddetto self-serving bias. Se la maggioranza concorda, allora la nostra scelta dev'essere quella giusta.
  • Realismo ingenuo. Tendiamo a vedere la nostra percezione del mondo come oggettiva, quindi chi dissente non sta semplicemente avendo un'opinione diversa: sta sbagliando, o e male informato.
Gruppo di persone sedute in cerchio durante una discussione e un confronto di idee
Confrontarsi con chi la pensa diversamente e l'antidoto piu efficace al falso consenso. Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels

Esempi concreti: dalla politica ai social

L'effetto del falso consenso non resta confinato al laboratorio. In politica e una presenza costante: molti elettori restano sinceramente sorpresi quando il proprio candidato perde, perche "tutti quelli che conosco lo votavano". Il problema e proprio quel "tutti quelli che conosco": un campione distorto dalla selezione delle relazioni.

Lo stesso accade nelle scelte di consumo: chi adora un certo marchio, una squadra o un genere musicale tende a sopravvalutarne la popolarita complessiva, perche la propria cerchia rafforza quella percezione. Imprenditori e progettisti possono cadere nella trappola di assumere che i clienti vogliano cio che piace a loro stessi; il design e l'usabilita combattono proprio questo automatismo, come ricorda il Nielsen Norman Group nell'articolo "You Are Not the User".

Il terreno piu fertile, oggi, sono i social media e le echo chamber. Gli algoritmi ci mostrano contenuti allineati a cio che gia pensiamo, restringendo ulteriormente la diversita di opinioni a cui siamo esposti. Uno studio pubblicato sulla rivista accademica Cyberpsychology ha mostrato che l'esposizione a feed di notizie sbilanciati a proprio favore aumenta la percezione del sostegno pubblico alle proprie idee: una versione amplificata e digitale del falso consenso.

Persona che usa lo smartphone scorrendo i contenuti dei social media
Gli algoritmi dei social rafforzano il falso consenso mostrandoci cio che gia pensiamo. Foto: RDNE Stock project / Pexels

Falso consenso o falso unicita?

L'effetto del falso consenso ha un "cugino" speculare: l'effetto del falso unicita (false uniqueness effect). Mentre il falso consenso ci porta a credere che le nostre opinioni e i nostri comportamenti comuni siano piu condivisi di quanto siano, il falso unicita ci spinge a sottostimare quanto siano diffuse le nostre abilita e qualita positive, percependoci piu speciali e rari del reale.

In altre parole: tendiamo a pensare "tutti la pensano come me" quando si tratta di scelte e atteggiamenti (cosi ci sentiamo nella norma), ma "pochi sono bravi come me" quando si tratta di talenti (cosi ci sentiamo eccezionali). I due bias servono entrambi a proteggere l'immagine di se, da angolazioni opposte.

Come difendersi dal bias

Riconoscere l'effetto e gia il primo passo. Alcune buone pratiche aiutano a ridurne l'impatto: cercare attivamente dati reali invece di affidarsi all'impressione (sondaggi, statistiche, ricerche); diversificare le proprie fonti e le proprie relazioni, esponendosi a punti di vista differenti; chiedere direttamente agli altri cosa pensano, senza dare per scontata la loro adesione; e ricordare che la nostra cerchia non e l'umanita. La definizione e i meccanismi del fenomeno sono raccolti anche nel Dizionario di psicologia dell'American Psychological Association.

L'effetto del falso consenso non e un difetto morale, ma una scorciatoia mentale che il cervello adotta per orientarsi in un mondo complesso. Saperlo riconoscere ci rende osservatori sociali piu accurati e, forse, anche un po' piu disposti ad ascoltare chi la pensa diversamente.

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