Psicologia
Strange Situation di Mary Ainsworth: i tre stili di attaccamento infantile in 20 minuti di osservazione
Una stanza, un bambino di 12 mesi, una sconosciuta, otto brevi episodi. Nel 1969 la psicologa canadese che aveva lavorato in Uganda creò il protocollo che ancora oggi misura il legame fra figlio e caregiver.

Una piccola stanza dell'Università Johns Hopkins di Baltimora, anni '60. Una telecamera registra. Una madre seduta su una sedia, un bambino di 12 mesi che gattona sul tappeto, alcuni giocattoli colorati. Una donna estranea entra nella stanza, si avvicina e gioca col bambino. La madre esce, lasciando il piccolo con la sconosciuta. Tre minuti dopo torna. Il bambino piange? Le corre incontro? La ignora? Cerca conforto con un giocattolo? Sembra un'osservazione banale, ma è uno dei protocolli sperimentali più influenti della psicologia del Novecento. Si chiama Strange Situation, e lo ha disegnato negli anni 1969-1978 la psicologa canadese-statunitense Mary Ainsworth. Da quei 20 minuti di osservazione nascono le tre categorie dell'attaccamento infantile — sicuro, evitante, ambivalente — che hanno cambiato il modo di pensare al rapporto genitore-bambino.

Una psicologa formata in Canada, sul campo in Uganda
Mary Salter (poi Ainsworth) era nata a Glendale, Ohio nel 1913, ma cresciuta in Canada dove si laureò all'Università di Toronto nel 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale si arruolò nel Canadian Women's Army Corps. Nel 1950 si trasferì a Londra con il marito Leonard Ainsworth e iniziò a lavorare alla Tavistock Clinic accanto a John Bowlby, lo psichiatra inglese che stava elaborando in quegli anni la sua teoria dell'attaccamento (pubblicata nei tre volumi 1969-1980). Bowlby sosteneva che il legame emotivo fra bambino e caregiver fosse un sistema biologico evolutosi per garantire la sopravvivenza della prole — non un capriccio sentimentale ma un istinto profondo, paragonabile alla fame o alla sete. La scheda biografica della Britannica ricorda che fu nel 1954, quando si trasferì in Uganda al seguito del marito antropologo, che Ainsworth raccolse i dati che avrebbero dato sostanza empirica alle ipotesi di Bowlby. Per nove mesi osservò ventisei famiglie Ganda, registrando dettagliatamente come i bambini reagivano alle separazioni e ai ricongiungimenti con le madri. Pubblicò i risultati nel volume Infancy in Uganda nel 1967.
Il protocollo: otto episodi da tre minuti
Tornata negli Stati Uniti, alla Johns Hopkins University di Baltimora, Ainsworth voleva trovare un metodo standardizzato per misurare in laboratorio quello che aveva osservato sul campo. Disegnò così la Strange Situation, descritta dettagliatamente nel libro fondativo Patterns of Attachment: A Psychological Study of the Strange Situation pubblicato nel 1978 con Mary Blehar, Everett Waters e Sally Wall. Il protocollo prevede otto episodi consecutivi di tre minuti ciascuno: (1) il bambino e la madre entrano nella stanza; (2) il bambino gioca, la madre risponde se interpellata; (3) entra uno sconosciuto, parla con la madre, si avvicina al bambino; (4) la madre esce, lasciando il bambino con l'estraneo; (5) la madre torna, l'estraneo esce; (6) la madre esce di nuovo, lasciando il bambino solo; (7) entra l'estraneo; (8) la madre rientra. Durante tutto il protocollo gli osservatori registrano le reazioni del bambino — soprattutto i comportamenti durante le due separazioni e i due ricongiungimenti. La descrizione metodologica della Strange Situation ricorda che il protocollo viene applicato a bambini fra i 9 e i 18 mesi, l'età in cui l'attaccamento al caregiver è ormai stabilito.
Tre stili (poi quattro)
Sulla base dei comportamenti osservati nei 23 bambini americani del primo studio, Ainsworth definì tre stili principali di attaccamento. Sicuro (tipo B): il bambino esplora attivamente l'ambiente quando la madre è presente, si turba alla separazione ma è facilmente confortato al ricongiungimento, riprende rapidamente il gioco. Rappresentava circa il 60% del campione di Baltimora. Evitante (tipo A): il bambino mostra poco disagio durante la separazione e tende a ignorare la madre al ricongiungimento, evitando il contatto fisico. Circa il 20% del campione. Ambivalente o resistente (tipo C): il bambino è molto angosciato dalla separazione, difficile da consolare al ricongiungimento, alterna richieste di contatto e movimenti di rifiuto. Circa il 10% del campione. Nel 1986 Mary Main, allieva di Ainsworth alla Berkeley, aggiunse la quarta categoria, disorganizzato (tipo D): il bambino mostra comportamenti contraddittori, paura del caregiver, postura congelata. È associato a contesti familiari con maltrattamento, abuso o caregiver con storia di trauma irrisolto.
Cosa predice lo stile di attaccamento
Le ricerche longitudinali successive hanno mostrato che lo stile di attaccamento misurato a 12 mesi predice diverse caratteristiche dello sviluppo successivo. I bambini classificati come sicuri tendono ad avere migliori capacità sociali, maggiore autostima, relazioni romantiche più soddisfacenti in età adulta. Gli evitanti tendono a sviluppare strategie di indipendenza emotiva, talvolta a costo di difficoltà nell'intimità; gli ambivalenti tendono ad essere più ansiosi e dipendenti. La letteratura clinica sulla teoria dell'attaccamento sottolinea che lo stile è una tendenza, non un destino: esperienze relazionali positive in età successive (un partner affidabile, un terapeuta, un educatore competente) possono modificare significativamente le strategie di attaccamento, attraverso quello che Bowlby chiamava earned security. Studi di metanalisi mostrano che circa il 30% degli adulti modifica nel corso della vita lo stile di attaccamento iniziale.

Critiche e revisioni del modello
La Strange Situation non è esente da critiche metodologiche. Una prima riguarda la validità ecologica: si tratta di un protocollo di laboratorio relativamente artificiale, e alcuni autori suggeriscono che la reazione del bambino possa dipendere anche da variabili contestuali come la familiarità con stanze sconosciute o lo stato di salute del giorno. Una seconda riguarda la validità interculturale: lo studio originale era americano e bianco. Repliche in Giappone (Takahashi 1986) e in Germania del Nord (Grossmann 1985) hanno mostrato distribuzioni molto diverse — più bambini ambivalenti in Giappone (perché la separazione è meno comune nella cultura locale), più bambini evitanti in Germania (perché l'autonomia precoce è incoraggiata). Una revisione critica del protocollo sottolinea che gli stili di attaccamento riflettono adattamenti culturali specifici e non vanno letti come giudizi sulla qualità della cura. Una terza critica riguarda l'etica: provocare deliberatamente disagio in un bambino di un anno, sia pure per pochi minuti, è oggi considerato problematico in molti comitati etici e le repliche moderne hanno spesso ridotto i tempi di separazione.
Una legacy che attraversa la psicologia
Mary Ainsworth ha continuato la sua attività di ricerca all'Università della Virginia fino al 1984 e poi come professoressa emerita fino alla morte nel 1999 a 85 anni. Ricevette nel 1989 la Distinguished Scientific Contribution Award dell'APA, condivisa proprio con John Bowlby. La sua scoperta — che il legame con il caregiver è osservabile, misurabile e classificabile in poche categorie ricorrenti — ha trasformato la psicologia evolutiva, la pediatria, la psicoterapia. Le teorie moderne dell'attaccamento adulto (Bartholomew, Hazan e Shaver) discendono direttamente dal suo lavoro. È difficile trovare un manuale di psicologia clinica del XXI secolo che non si apra con un capitolo sulla Strange Situation: per oltre cinquant'anni, quello che succede in venti minuti di una stanza di Baltimora ha continuato a dire qualcosa di vero su come si forma il legame umano.
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