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Grigori Perelman: il genio che rifiutò un milione di dollari

Dimostrò la congettura di Poincaré, poi declinò sia la Medaglia Fields sia il Millennium Prize, ritirandosi a vita privata.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Il matematico Grigori Perelman in un ritratto del 1993
Il matematico Grigori Perelman in un ritratto del 1993

Nel 2010 il Clay Mathematics Institute offrì un milione di dollari a un matematico russo per aver risolto uno dei problemi più difficili della storia. Lui rifiutò. Quattro anni prima aveva già declinato la Medaglia Fields, il massimo riconoscimento della matematica, paragonabile a un Nobel. Quel matematico è Grigori Perelman, l'uomo che ha dimostrato la congettura di Poincaré e ha poi voltato le spalle a fama e denaro, ritirandosi in un appartamento di San Pietroburgo.

Un enigma vecchio un secolo

La congettura di Poincaré fu formulata nel 1904 dal matematico francese Henri Poincaré. In termini molto semplificati, riguarda il modo di riconoscere la sfera tra tutte le forme possibili nello spazio a tre dimensioni: afferma, in sostanza, che ogni spazio tridimensionale "senza buchi" e finito è, dal punto di vista topologico, equivalente a una sfera. Verificarla in tutte le dimensioni si rivelò sorprendentemente arduo, e il caso tridimensionale resistette per quasi un secolo, diventando uno dei grandi problemi aperti della matematica.

Nel 2000 il Clay Mathematics Institute inserì la congettura tra i sette Millennium Problems, mettendo in palio un milione di dollari per ciascuno. Risolverla significava entrare nella storia.

Illustrazione del flusso di Ricci che deforma e regolarizza una superficie
Il flusso di Ricci "leviga" progressivamente una forma: è lo strumento al centro della dimostrazione. Credit: Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Tre articoli su internet che cambiarono tutto

Grigori Perelman, nato a Leningrado nel 1966, era stato un prodigio: a sedici anni aveva vinto con il punteggio pieno l'Olimpiade internazionale di matematica. Dopo alcuni anni negli Stati Uniti, tornò all'Istituto Steklov di San Pietroburgo e per circa sette anni lavorò quasi nel silenzio, senza pubblicare quasi nulla. Molti pensavano che si fosse perso.

In realtà stava preparando il colpo del secolo. Tra il 2002 e il 2003 caricò sul repository ad accesso libero arXiv tre articoli stringati, senza nemmeno usare la parola "Poincaré" nel titolo. In quelle pagine portava a compimento un programma avviato dal matematico Richard Hamilton, basato su uno strumento chiamato flusso di Ricci: un procedimento che deforma gradualmente una forma geometrica "levigandone" le irregolarità, un po' come il calore distribuisce uniformemente la temperatura. Perelman introdusse la tecnica decisiva della "chirurgia", per gestire i punti in cui il processo rischiava di degenerare, dimostrando non solo la congettura di Poincaré ma la più generale congettura di geometrizzazione di Thurston.

Ritratto del matematico francese Henri Poincaré
Henri Poincaré, che formulò la celebre congettura nel 1904. Credit: Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Verifica, trionfo e rifiuto

La comunità matematica impiegò circa tre anni a verificare, riga per riga, quegli articoli tanto densi. Diversi gruppi indipendenti confermarono che la dimostrazione era corretta. La rivista Science proclamò il risultato "Svolta dell'anno" 2006. Nello stesso anno, al congresso internazionale di Madrid, a Perelman fu assegnata la Medaglia Fields.

E qui accadde l'imprevedibile: la rifiutò, diventando il primo nella storia a declinare quel premio. Come riportò la rivista Nature, dichiarò di non essere interessato a soldi o fama e di non voler essere "messo in mostra come un animale allo zoo". Nel 2010 il Clay Mathematics Institute gli conferì ufficialmente il milione di dollari del Millennium Prize. Anche quello rifiutò.

Le ragioni di un gesto incompreso

Perché un uomo rinuncia a un milione di dollari e alla gloria? Le motivazioni di Perelman, per quanto è dato sapere, sono soprattutto etiche. Riteneva ingiusto che il premio andasse soltanto a lui e non anche a Richard Hamilton, il matematico americano sul cui lavoro aveva costruito la dimostrazione. Più in generale, si era profondamente disilluso rispetto ai comportamenti che osservava nell'ambiente matematico, fatto a suo dire di rivalità, attribuzioni di merito poco oneste e compromessi. In un celebre ritratto pubblicato dal settimanale The New Yorker, le giornaliste Sylvia Nasar e David Gruber raccontarono le tensioni attorno al riconoscimento del suo risultato.

Per Perelman, evidentemente, la soddisfazione di aver risolto il problema valeva più di qualsiasi onorificenza. "Se la dimostrazione è corretta, non serve nessun altro riconoscimento", avrebbe detto in sostanza. Una posizione purissima e radicale, difficile da comprendere in un mondo abituato a misurare il successo in premi e denaro.

Perché la dimostrazione conta ancora oggi

La congettura di Poincaré non è un rompicapo fine a sé stesso. La topologia, la branca della matematica che studia le proprietà delle forme indipendentemente da deformazioni continue, è uno strumento usato in fisica, in cosmologia e nello studio della struttura stessa dell'universo. Capire quali geometrie siano possibili in tre dimensioni tocca domande profonde sulla forma dello spazio in cui viviamo. Per questo la dimostrazione di Perelman è considerata una delle conquiste intellettuali più importanti degli ultimi decenni, e non solo per il prestigio del premio rifiutato.

Vale anche la pena ricordare quanto fosse arduo il percorso: i sette Millennium Problems erano stati scelti proprio perché ritenuti tra le sfide più ostiche e significative della matematica contemporanea. A oltre vent'anni di distanza, quello di Poincaré resta l'unico a essere stato risolto, e questo rende l'impresa di Perelman ancora più eccezionale.

Il silenzio dopo l'impresa

Dopo quegli anni Perelman ha progressivamente abbandonato la matematica accademica e si è ritirato a vita privata a San Pietroburgo, dove vive con grande riservatezza insieme alla madre, evitando i giornalisti. La sua scelta lo ha trasformato, paradossalmente, in una figura ancora più leggendaria: l'uomo che ha risolto un enigma da un milione di dollari e ha detto di no.

Al di là dell'aura quasi mitica, resta il fatto scientifico: la congettura di Poincaré, l'unico dei sette Millennium Problems risolto finora, è stata dimostrata. E gli strumenti che Perelman ha affinato, a partire dal flusso di Ricci, sono entrati stabilmente nel patrimonio della matematica e della fisica. La sua storia è quella di un genio che ha scelto la coerenza con i propri princìpi al posto di ogni ricompensa, lasciando al mondo una dimostrazione e un enigma umano altrettanto affascinante.

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