Curiosando si impararivista di curiosità

Storie

Ipazia di Alessandria: la matematica linciata dal fanatismo

Guidò la scuola neoplatonica di Alessandria insegnando matematica e astronomia. Nel 415 d.C. fu uccisa da una folla: la sua storia è il simbolo del sapere contro il fanatismo.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Dipinto ottocentesco di Charles William Mitchell che raffigura la filosofa Ipazia di Alessandria
Dipinto ottocentesco di Charles William Mitchell che raffigura la filosofa Ipazia di Alessandria

Nell'Alessandria d'Egitto del IV secolo, una donna teneva lezioni di matematica, astronomia e filosofia davanti a un pubblico di allievi pagani e cristiani, ricchi e potenti. Si chiamava Ipazia, ed è la prima matematica e astronoma di cui la storia conservi un ritratto abbastanza dettagliato. La sua vita di studiosa stimata e la sua morte violenta, linciata da una folla nel 415 d.C., ne hanno fatto un simbolo discusso e potente: quello del sapere e della libertà di pensiero travolti dal fanatismo.

La figlia di Teone, maestra di Alessandria

Ipazia nacque ad Alessandria intorno alla metà del IV secolo, figlia del matematico e astronomo Teone, uno degli ultimi studiosi legati alla tradizione del celebre Museo della città. Crebbe in un ambiente intellettuale d'eccezione e ricevette un'educazione rigorosissima, finendo, a detta delle fonti, per superare il padre in autorevolezza filosofica. Divenne la guida della scuola neoplatonica alessandrina, insegnando il pensiero di Platone e Aristotele insieme alla geometria euclidea e all'astronomia di Tolomeo. Come riassume l'Enciclopedia Britannica, il suo uditorio era composto da studenti di diversa provenienza religiosa, segno di un prestigio che andava al di là delle appartenenze.

Dettaglio della Scuola di Atene di Raffaello, in cui una figura femminile è spesso identificata con Ipazia
Un dettaglio della "Scuola di Atene" di Raffaello: la figura femminile è spesso identificata con Ipazia. Immagine: Wikimedia Commons.

Matematica, astronomia e strumenti scientifici

Del lavoro scientifico di Ipazia ci resta poco in forma diretta, ma le testimonianze indicano un'attività di alto livello. Collaborò con il padre ad alcuni commentari, lavorò sul trattato di Diofanto dedicato all'algebra (l'Arithmetica), sulle Coniche di Apollonio e sull'astronomia tolemaica. Non si limitava alla teoria: dalle lettere del suo allievo Sinesio, divenuto poi vescovo di Tolemaide, sappiamo che insegnava a costruire l'astrolabio, un sofisticato calcolatore astronomico portatile che sarebbe rimasto in uso fino al XIX secolo, e che si interessava di strumenti come l'idroscopio per misurare la densità dei liquidi. La biografia matematica di Ipazia è ricostruita nell'archivio MacTutor di storia della matematica dell'Università di St Andrews.

Alessandria, una città sull'orlo

La fama di Ipazia maturò però in una città attraversata da tensioni laceranti. Alessandria era teatro di scontri tra le comunità pagana, cristiana ed ebraica, e di un duro braccio di ferro politico tra due uomini di potere: il prefetto romano Oreste, che amministrava la città per conto dell'impero, e Cirillo, il potente e ambizioso vescovo. Ipazia, amica e consigliera di Oreste, finì suo malgrado al centro di questo conflitto. Come racconta lo Smithsonian Magazine, si diffuse la voce calunniosa che fosse lei a impedire la riconciliazione tra il prefetto e il vescovo.

Incisione che raffigura la morte della filosofa Ipazia per mano di una folla ad Alessandria
Un'incisione raffigura il linciaggio di Ipazia ad Alessandria nel 415 d.C. Immagine: Wikimedia Commons.

Il linciaggio del 415

Nel marzo del 415 d.C. la violenza esplose. Una folla di cristiani esagitati, guidata da un lettore di nome Pietro, assalì Ipazia mentre rientrava a casa, la trascinò dentro una chiesa e la uccise in modo brutale, facendone a pezzi il corpo con cocci e tegole. Aveva probabilmente tra i quaranta e i sessant'anni. La sua morte sconvolse il mondo tardo-antico e contribuì alla fuga di molti studiosi dalla città. La documentazione storica sulla sua vicenda mostra come l'omicidio fosse il prodotto di una lotta di potere politica e religiosa, più che di una semplice ostilità verso la scienza.

Tra mito e storia

Proprio questa complessità è stata spesso dimenticata. Nei secoli successivi Ipazia è diventata un mito malleabile: gli illuministi come Voltaire la usarono come arma contro il fanatismo religioso, l'Ottocento ne fece l'eroina di romanzi, il cinema l'ha riportata in vita in pellicole di successo. Talvolta la sua morte è stata erroneamente associata alla distruzione della grande Biblioteca di Alessandria, che in realtà era già andata in larga parte perduta da tempo. Al netto delle leggende, però, resta una verità preziosa: Ipazia fu una scienziata e una filosofa autentica, capace di imporsi in un mondo dominato dagli uomini, e la sua figura continua a ricordarci quanto sia fragile la libertà di pensiero quando la ragione cede il passo alla violenza.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te