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Uccello lira: il maestro dell'imitazione che inganna con la voce

Imita altri uccelli, motoseghe e allarmi, e durante il corteggiamento crea una vera illusione acustica per trattenere la femmina.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Uccello lira superbo nel sottobosco di una foresta australiana
Uccello lira superbo nel sottobosco di una foresta australiana

Immaginate di passeggiare in una foresta australiana e di sentire, uno dopo l'altro, il canto di una dozzina di uccelli diversi, lo scatto di una macchina fotografica, l'allarme di un'auto e — incredibilmente — il rombo di una motosega. Poi scoprite che a produrre tutti quei suoni è un solo animale: l'uccello lira superbo (Menura novaehollandiae), forse il più straordinario imitatore vocale del regno animale. Un passeriforme grande come un fagiano che ha fatto della copia dei suoni un'arte e una strategia di sopravvivenza.

Il più grande imitatore del mondo

L'uccello lira vive nelle foreste umide del sud-est dell'Australia ed è celebre per la sua capacità di riprodurre con fedeltà impressionante i versi di altre specie: secondo la scheda enciclopedica sulla specie, un singolo maschio può imitare il canto di una ventina di uccelli diversi, intrecciandoli in lunghe sequenze. Ma il suo repertorio non si ferma agli animali: in cattività o vicino agli insediamenti umani è stato documentato mentre riproduceva suoni meccanici come otturatori di fotocamere, allarmi, clacson e, nelle riprese più famose, persino motoseghe e macchinari da cantiere.

Va detto, per onestà, che le imitazioni di suoni umani così spettacolari riguardano soprattutto esemplari in cattività o abituati alla presenza dell'uomo, e sono più rare in natura: in libertà l'uccello lira imita prevalentemente altri uccelli. Resta comunque un virtuoso senza eguali, capace di apprendere e archiviare un patrimonio sonoro enorme.

Maschio di uccello lira superbo che dispiega le penne della coda durante l'esibizione
Un maschio di uccello lira durante l'esibizione di corteggiamento. Credit: Wikimedia Commons.

Il canto come arma di seduzione

Tutta questa abilità ha uno scopo preciso: conquistare le femmine. Durante la stagione riproduttiva, in pieno inverno australiano, i maschi costruiscono dei piccoli tumuli di terra che usano come palcoscenico e cantano anche per diverse ore al giorno, dispiegando la spettacolare coda a forma di lira che dà il nome alla specie. Più ricco e accurato è il repertorio, più alte sono le possibilità di essere scelti: l'imitazione è, in pratica, un curriculum sonoro che attesta esperienza e capacità di apprendimento.

Uno degli usi più sorprendenti del mimetismo è stato svelato da uno studio pubblicato su Current Biology nel 2021 dalla biologa Anastasia Dalziell e colleghi. I ricercatori hanno scoperto che il maschio, in due momenti critici del corteggiamento — quando la femmina tenta di andarsene e durante l'accoppiamento stesso — produce una complessa illusione acustica: imita simultaneamente i richiami d'allarme di uno stormo di uccelli in "mobbing", cioè impegnato a scacciare un predatore. È come se creasse un finto pericolo per indurre la femmina a restare immobile e prolungare l'accoppiamento. Un inganno sofisticato, costruito interamente con la voce.

Un repertorio che si tramanda

Il canto dell'uccello lira non è semplicemente innato: in larga parte viene appreso, ascoltando i maschi adulti e l'ambiente sonoro circostante. Questo dà origine a vere e proprie tradizioni locali, "dialetti" che si trasmettono di generazione in generazione e che possono conservare per decenni l'imitazione di suoni ormai scomparsi dall'ambiente. In alcune popolazioni sono stati documentati canti che riproducevano versi di specie non più presenti nella zona, o addirittura melodie che gli studiosi sospettano possano risalire a imitazioni di flauti uditi più di un secolo fa e poi tramandate fra gli uccelli, sebbene quest'ultima ipotesi resti dibattuta.

Furono i documentari di David Attenborough a rendere mondialmente celebre questo talento, con riprese di esemplari che imitavano otturatori di fotocamere e motoseghe. Vale la pena ricordare, però, che le sequenze più spettacolari con suoni meccanici riguardavano uccelli a stretto contatto con l'uomo: la straordinarietà dell'uccello lira non ha bisogno di esagerazioni, perché anche solo l'imitazione fedele di un'intera comunità di uccelli è un'impresa che nessun altro animale eguaglia.

La meccanica di un verso perfetto

Dietro queste prestazioni c'è un apparato vocale eccezionale. Come tutti gli uccelli, l'uccello lira canta grazie alla siringe, l'organo posto alla biforcazione della trachea, ma la sua è dotata di una muscolatura particolarmente sviluppata e flessibile che gli consente un controllo finissimo del suono. A questo si aggiunge un cervello capace di memorizzare e riorganizzare sequenze acustiche complesse, apprese ascoltando l'ambiente circostante fin da giovani.

La coda del maschio adulto, lunga e vistosa, è composta da penne di tre tipi diversi: due lunghe penne ricurve a forma di lira, alcune penne filamentose e una serie di penne argentee che, durante la parata, vengono ribaltate in avanti sopra la testa come un velo scintillante. Uno spettacolo visivo che accompagna quello sonoro.

Giardinieri della foresta

L'uccello lira non è solo un artista: è anche un ingegnere dell'ecosistema. Razzolando senza sosta tra le foglie e il terreno in cerca di insetti, vermi e larve, un singolo individuo può smuovere ogni anno tonnellate di lettiera e suolo, contribuendo a rimescolare il terreno della foresta, a interrare il materiale organico e persino a ridurre il rischio di incendi accumulando meno combustibile in superficie. Studi condotti in Australia hanno quantificato questo lavoro in molte tonnellate di materiale spostato per ettaro ogni anno.

La specie è oggi classificata come non a rischio immediato, ma le foreste in cui vive sono state duramente colpite dai grandi incendi del 2019-2020, che hanno bruciato vaste porzioni del suo areale. La frammentazione degli habitat e i predatori introdotti, come volpi e gatti, restano minacce concrete. Informazioni dettagliate sulla biologia della specie sono disponibili sul sito dell'Australian Museum. Proteggere queste foreste significa preservare non solo un uccello straordinario, ma uno dei più sorprendenti repertori sonori esistenti in natura.

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