
Il bias dell'ottimismo: perché crediamo che andrà tutto bene
Il bias dell'ottimismo ci porta a sovrastimare gli eventi positivi del nostro futuro e a sottostimare i rischi. È diffusissimo e ha radici nel cervello. Ecco come funziona.
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Il bias dell'ottimismo ci porta a sovrastimare gli eventi positivi del nostro futuro e a sottostimare i rischi. È diffusissimo e ha radici nel cervello. Ecco come funziona.

Il mal di testa da gelato, o brain freeze, e la fitta improvvisa alla fronte da cibi troppo freddi. Nome clinico: ganglioneuralgia sfenopalatina. Ecco il meccanismo, lo studio di Harvard del 2012 e i rimedi.

Circa il 10% delle persone e mancino, una quota stabile tra culture ed epoche. Tra movimenti fetali, asimmetria cerebrale e basi genetiche poligeniche, ecco perche il mancinismo non e una scelta ma biologia.

Non riusciamo a farci il solletico da soli perché il cervelletto prevede il tocco e ne cancella la sorpresa. Lo dimostrò un celebre studio del 1998 a Londra.

Esistono tre tipi di lacrime, ma solo quelle emotive contengono ormoni dello stress e molecole che comunicano ai nostri simili molto più di quanto immaginiamo. La scienza lo ha dimostrato.

Nel tuo campo visivo esiste un buco reale, grande quanto cinque gradi di cielo, dove non vedi letteralmente nulla. Eppure non lo hai mai notato. Scopri perché il cervello è un maestro dell'inganno percettivo.

Il prurito non è un dolore leggero: ha un sistema nervoso dedicato, scoperto da Zhou-Feng Chen col recettore GRPR. E la sua contagiosità nasce da un vero circuito cerebrale.

Nel 1848 una barra di ferro attraversò il cranio di Phineas Gage. Sopravvisse, ma con una personalità stravolta: nacquero così le neuroscienze dei lobi frontali.

Nell'effetto McGurk, se l'audio dice «ba» ma le labbra dicono «ga» il cervello percepisce «da»: l'illusione del 1976 dimostra che ascoltiamo le parole anche con gli occhi.

La pareidolia è la tendenza a vedere volti dove non ci sono. La stessa area cerebrale dei volti reali si attiva con gli oggetti: un'eredità evolutiva che condividiamo coi primati.

Nel 1906 Camillo Golgi e Santiago Ramón y Cajal ricevettero insieme il Nobel per gli studi sul sistema nervoso. Eppure non andavano d'accordo su nulla, e lo dimostrarono davanti a tutti.

Per molte persone il rumore di qualcuno che mastica o respira scatena rabbia e disgusto improvvisi. È la misofonia, e le neuroscienze hanno scoperto cosa succede davvero nel cervello.

La sinestesia è la condizione in cui un senso ne attiva un altro: lettere colorate, suoni cromatici. Riguarda circa il 4% delle persone. Cosa accade nel cervello.

Il sistema glinfatico drena le scorie del cervello, beta-amiloide compresa, e durante il sonno lo spazio tra le cellule si allarga del 60%: ecco come funziona.

Il nervo vago collega il cervello a cuore, polmoni e intestino, regola la calma e perfino l'infiammazione. Ecco cosa fa davvero, tra prove scientifiche e miti del benessere.

L'interocezione è il sesto senso che percepisce battito, fame, respiro e stato degli organi. Nasce nell'insula, plasma le emozioni e, quando si altera, è legata ad ansia e disturbi alimentari.

Tagliando il corpo calloso, gli esperimenti sul cervello diviso di Sperry e Gazzaniga mostrarono due emisferi semi-indipendenti e 'l'interprete' che inventa spiegazioni. Nobel 1981.

L'effetto Proust è la capacità degli odori di evocare ricordi autobiografici intensi ed emotivi. La neuroscienza lo spiega con le connessioni dirette dell'olfatto al cervello.

Nel 1983 Benjamin Libet scoprì che un segnale cerebrale, il potenziale di prontezza, precede di centinaia di millisecondi la decisione cosciente di muoversi. Una sfida al concetto di libero arbitrio.

Quando spostiamo lo sguardo siamo ciechi per frazioni di secondo: è la soppressione saccadica. Il cervello la maschera, e a volte la lancetta dell'orologio sembra fermarsi: è la cronostasi.

Per decenni il sogno lucido — sognare sapendo di sognare — è rimasto al confine tra esoterismo e psicologia. Nel 2009 un esperimento con 19 canali EEG ha mostrato che è uno stato neurologico distinto.

Il bias dell'ottimismo ci fa credere che a noi andrà meglio che agli altri. Tali Sharot ha scoperto che il cervello assorbe le buone notizie e ignora le cattive.

L'effetto placebo non è immaginazione: il cervello rilascia oppioidi naturali e dopamina. E il nocebo mostra il rovescio: l'aspettativa negativa può davvero far male.

Il déjà vu è la sensazione di aver già vissuto una scena nuova. Le neuroscienze lo collegano al lobo temporale e, secondo studi recenti, sarebbe il sistema con cui il cervello verifica i propri ricordi.

La barriera ematoencefalica protegge il cervello filtrando ciò che arriva dal sangue. Una difesa preziosa che però rende difficilissimo curare le malattie cerebrali.

Alcune persone cieche navigano grazie all'ecolocalizzazione: clic con la lingua ed echi. Le neuroimmagini mostrano che attivano la corteccia visiva del cervello.
Svegliarsi senza riuscire a muoversi, con la sensazione di una presenza nella stanza: è la paralisi del sonno. Riguarda circa il 7,6% delle persone ed è dovuta all'atonia muscolare del sonno REM che persiste nella veglia.

La propriocezione è il senso che ci dice, senza guardare, dove sono le nostre membra. Senza di essa non potremmo camminare al buio. Ecco la scienza dietro il nostro 'sesto senso', e cosa accade a chi lo perde.

Uno studio di Padova e Pisa su 120 giovani, pubblicato a maggio 2026, mostra che nella depressione le emozioni non modificano più la percezione del tempo: l'orologio interno si 'scollega' dal vissuto.

La mano che si abbottona la camicia mentre l'altra la sbottona, prende oggetti senza permesso, soffoca il proprio collo. Storia clinica e neurobiologia della sindrome dell'arto alieno.

Volti, animali, paesaggi che la persona sa di non vedere davvero ma che continua a percepire con vivida nitidezza. Storia e neurobiologia della sindrome di Charles Bonnet, scoperta nel 1760.

Date una data qualsiasi a chi ha l'HSAM e ti dirà che giorno della settimana era, cosa aveva mangiato a colazione, che programma c'era in TV. È una memoria che non si è chiesta di avere.

Esiste un disturbo neurologico per cui il cervello non costruisce identità a partire da un volto. Chi ne soffre vede tutti gli occhi, i nasi, le bocche — ma non riesce a metterli insieme come 'persona'.

Il 13 settembre 1848 una sbarra di ferro lunga 110 cm trapassò il cranio del caposquadra Phineas Gage. Sopravvisse, ma cambiò carattere: nacque così la neurologia dei lobi frontali.

Il Default Mode Network è la rete cerebrale che si attiva quando il cervello non sta facendo nessun compito. Marcus Raichle la descrisse nel 2001 e ha cambiato la neuroscienza.

Dal soldato di Ambroise Paré nel 1551 al 'mirror box' di V. S. Ramachandran del 1995: la storia di un dolore senza corpo e della sua cura più contro-intuitiva. Oggi è terapia standard per dolore neuropatico e ictus.

Le microglia sono il 10% delle cellule del cervello e ne erano la grande sconosciuta. La biologa Beth Stevens ha dimostrato che riconoscono e mangiano le sinapsi inattive, scolpendo i circuiti durante lo sviluppo e forse perdendoli in Alzheimer.

Il cervelletto contiene 69 miliardi di neuroni, l'80% del totale dell'encefalo, in appena il 10% del volume. Non è solo il centro dell'equilibrio: regola anche linguaggio, memoria e attenzione.

Fino al 2012 si pensava che il cervello fosse l'unico organo senza sistema linfatico. Lo studio di Maiken Nedergaard e Jeffrey Iliff ha dimostrato che esiste invece una rete drenante 'glinfatica', che si attiva durante il sonno per eliminare le proteine tossiche. È la spiegazione molecolare di perché dormire poco fa male.

Per il 4% delle persone leggere il numero 5 evoca automaticamente il rosso. Per altri ogni giorno della settimana ha un colore. Si chiama sinestesia: una forma di percezione condivisa, ereditaria e neurologicamente reale.

Dentro di noi c'è una rete biochimica scoperta solo nel 1990: il sistema endocannabinoide. Regola appetito, dolore, sonno, memoria e umore. E ironicamente è stata individuata studiando come la cannabis agisce sul cervello.

Per cent'anni i manuali hanno scritto che l'uomo distingue circa 10.000 odori. Era falso: nessuno l'aveva mai misurato. Nel 2014 uno studio della Rockefeller University ha rifatto i conti: il naso umano arriva a oltre un trilione di stimoli olfattivi.

L'interocezione è la capacità di percepire ciò che accade dentro il corpo. Dal 2019 le neuroscienze la considerano il vero sesto senso umano e legano la sua qualità a salute mentale e regolazione delle emozioni.

Il nervo vago è il più lungo dei nervi cranici e mette in comunicazione il tronco encefalico con cuore, polmoni e intestino. Ne dipende molto del nostro equilibrio fisico e mentale: la scienza sta imparando a stimolarlo per curare epilessia, depressione e artrite.

Il sistema glinfatico è la rete di drenaggio scoperta nel 2012: ripulisce il cervello dalle scorie mentre dormiamo. Cos'è, come funziona e perché conta.