
Stato di flow: la psicologia dell'esperienza ottimale
Lo stato di flow, descritto da Csíkszentmihályi, è la concentrazione totale in cui il tempo sparisce. Nasce dall'equilibrio tra sfida e capacità ed è una chiave della felicità.
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Mente, comportamento, emozioni: capire noi stessi e gli altri.
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Lo stato di flow, descritto da Csíkszentmihályi, è la concentrazione totale in cui il tempo sparisce. Nasce dall'equilibrio tra sfida e capacità ed è una chiave della felicità.
L'effetto bouba/kiki mostra che il 95% delle persone associa suoni morbidi a forme rotonde e suoni duri a forme appuntite: il legame tra suono e significato non è del tutto casuale.

L'effetto della mera esposizione, scoperto da Zajonc nel 1968, dimostra che la semplice ripetizione di uno stimolo basta a farcelo piacere, anche in modo inconsapevole.

Secondo la teoria della gestione del terrore, gran parte di ciò che facciamo serve a tenere a bada l'angoscia di sapere che moriremo. E ricordare la morte cambia davvero i nostri comportamenti.

Cercare di sopprimere un pensiero lo rende più insistente. È la teoria dei processi ironici di Daniel Wegner, nata da un esperimento sull'impossibile compito di non pensare a un orso bianco.

Dopo aver fatto qualcosa di moralmente discutibile, sentiamo il bisogno di lavarci. È l'effetto Macbeth: il legame tra pulizia fisica e senso di colpa scoperto dalla psicologia sperimentale.

L'effetto Kuleshov dimostra che il significato di un'immagine nasce dall'accostamento: lo stesso volto cambia emozione col contesto. Dal cinema muto alle neuroscienze.

L'effetto Zeigarnik è la tendenza a ricordare meglio i compiti interrotti che quelli finiti. Scoperto nel 1927 da Bluma Zeigarnik, spiega cliffhanger e to-do list.

L'esperimento di Asch (1951) mostrò che il 75% delle persone si conforma a un gruppo che afferma il falso. Ma bastava un solo dissenziente a spezzare l'effetto.

L'effetto Mandela è il ricordo falso collettivo: niente universi paralleli, ma la memoria che ricostruisce invece di registrare. Lo studio del 2022 sull'effetto visivo.

Il test del marshmallow di Walter Mischel misurava la gratificazione differita nei bambini. La replica del 2018 mostra che conta soprattutto il contesto sociale.

L'effetto IKEA è la tendenza a dare più valore a ciò che costruiamo noi stessi. Lo studio del 2012 di Norton, Mochon e Ariely lo dimostra con mobili, Lego e origami.