
Supertaster: perché un quarto delle persone sente i sapori più intensamente
I supertaster percepiscono l'amaro in modo molto più intenso a causa del gene TAS2R38 e di un'alta densità di papille. Riguarda circa un quarto della popolazione.
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Anatomia, fisiologia, neuroscienze: come funziona la macchina più sorprendente del mondo.
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I supertaster percepiscono l'amaro in modo molto più intenso a causa del gene TAS2R38 e di un'alta densità di papille. Riguarda circa un quarto della popolazione.

Il riflesso da immersione dei mammiferi rallenta il cuore e risparmia ossigeno quando il viso tocca l'acqua fredda. Lo condividiamo con foche e delfini: ecco come funziona.

Uscire dal buio alla luce del sole fa starnutire molte persone: è il riflesso fotico dello starnuto, o sindrome ACHOO, un tratto ereditario che riguarda fino a un terzo della popolazione.

Quando spostiamo lo sguardo siamo ciechi per frazioni di secondo: è la soppressione saccadica. Il cervello la maschera, e a volte la lancetta dell'orologio sembra fermarsi: è la cronostasi.

Mentolo e ghiaccio attivano lo stesso canale ionico nelle terminazioni nervose: si chiama TRPM8 e nel 2002 due laboratori californiani lo hanno scoperto in contemporanea.

Per decenni il sogno lucido — sognare sapendo di sognare — è rimasto al confine tra esoterismo e psicologia. Nel 2009 un esperimento con 19 canali EEG ha mostrato che è uno stato neurologico distinto.

Tre ossa che insieme pesano meno di 60 milligrammi convertono le onde sonore aeree in vibrazioni di un liquido. Senza il loro intervento, il 99,9% del suono andrebbe perduto.

Per quasi cento anni i libri di fisiologia hanno parlato di quattro gusti. Poi nel 2002 due studi su Nature confermarono ciò che un chimico giapponese aveva già scritto nel 1908.

Il mal di movimento nasce da un conflitto tra occhi e sistema vestibolare dell'orecchio interno. Ecco come funziona l'equilibrio e perché ci fa venire la nausea.

L'effetto placebo non è immaginazione: il cervello rilascia oppioidi naturali e dopamina. E il nocebo mostra il rovescio: l'aspettativa negativa può davvero far male.

Il déjà vu è la sensazione di aver già vissuto una scena nuova. Le neuroscienze lo collegano al lobo temporale e, secondo studi recenti, sarebbe il sistema con cui il cervello verifica i propri ricordi.
Le dita si raggrinziscono nell'acqua non per assorbimento, ma per un riflesso del sistema nervoso che restringe i vasi sanguigni. E forse serve a migliorare la presa sul bagnato.