
L'effetto Mozart: ascoltare musica classica rende più intelligenti?
L'effetto Mozart sostiene che ascoltare il compositore aumenti l'intelligenza. Nato da uno studio del 1993, è stato ampiamente ridimensionato dalla ricerca.
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Mente, comportamento, emozioni: capire noi stessi e gli altri.
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L'effetto Mozart sostiene che ascoltare il compositore aumenti l'intelligenza. Nato da uno studio del 1993, è stato ampiamente ridimensionato dalla ricerca.

Il locus of control, teorizzato da Julian Rotter, distingue chi sente di controllare la propria vita (interno) da chi la attribuisce a fattori esterni.

L'effetto framing mostra che la stessa informazione, presentata come guadagno o come perdita, cambia le nostre decisioni. Lo dimostrarono Kahneman e Tversky.

La tecnica del piede nella porta sfrutta il bisogno di coerenza: chi accetta una piccola richiesta è molto più propenso ad accettarne una grande. Lo dimostrarono Freedman e Fraser nel 1966.

L'ipotesi del mondo giusto è la tendenza a credere che ognuno riceva ciò che merita. Dimostrata da Melvin Lerner nel 1966, spiega perché tendiamo a colpevolizzare le vittime delle ingiustizie.

Elizabeth Loftus ha dimostrato che la memoria è ricostruttiva: una parola può alterare un ricordo e si possono impiantare falsi ricordi. Le sue ricerche hanno cambiato la valutazione delle testimonianze.

L'effetto esca (decoy effect) sfrutta un'opzione apparentemente inutile per orientare le decisioni verso quella più costosa. Dimostrato nel 1982, è ovunque, dal cinema agli abbonamenti.

L'esperimento del ponte di Capilano del 1974 dimostrò che il cuore in tumulto per la paura può essere interpretato come attrazione. È la misattribuzione dell'eccitazione fisiologica.

Il bias del senno di poi ci fa credere di aver previsto eventi che in realtà non avevamo anticipato. Lo dimostrò Baruch Fischhoff nel 1975: ecco come distorce giudizi e decisioni.

Il paradosso di Salomone spiega perché diamo consigli saggi agli altri ma non a noi stessi. Lo studio di Grossmann e Kross del 2014 mostra come rimediare.

La fissità funzionale, studiata da Duncker con il problema della candela, spiega perché vediamo gli oggetti solo nella loro funzione tipica e manchiamo soluzioni creative.

La reattanza psicologica, teorizzata da Brehm nel 1966, spiega perché un divieto può aumentare il desiderio: dal frutto proibito all'effetto Romeo e Giulietta.